Il Messaggero - Michele Di Branco

Pa in aiuto di anziani e disabili. Meno code e sportelli dedicati

21 aprile 2022

ROMA. Migliorare la qualità burocrazia italiana partendo dalle categorie più fragili: anziani e disabili. L'Italia si è impegnata a semplificare 600 procedure amministrative, attraverso il Pnrr, entro il 2026. E l'intenzione del governo è quella di iniziare dalle persone più deboli. «Partiamo dall'assurdità di una regolazione nata per tutelare gli individui fragili e che finisce per ritorcersi contro di loro» ha detto ieri Renato Brunetta. A tal proposito, parlando in Commissione parlamentare per la Semplificazione, il ministro della Pa ha ricordato il progetto Polis, partito in collaborazione con Poste e con il Mise, «pensato per offrire luoghi di presenza, di impulso e di catalizzazione, punti di raccordo tra centro e periferia per le persone che non hanno la possibilità di accedere ai percorsi digitali».

IL FINANZIAMENTO

«Un elemento di civiltà», lo ha definito Brunetta che, per sottolineare le ingiustizie che subiscono alcuni settori più indifesi della società, ha ricordato il recente caso «dei portatori di handicap che non hanno potuto sedersi sul treno perché i loro posti, riservati e prenotati, erano stati occupati». Su Polis, un progetto finanziato con 800 milioni di euro, il titolare del dicastero di Palazzo Vidoni punta con energia. La strategia prevede lo sviluppo di uno "Sportello Unico" che assicuri ai residenti dei comuni più piccoli la possibilità di fruire di tutti i servizi pubblici in modalità digitale attraverso un unico punto di accesso alla piattaforma di servizio multicanale di Poste. È previsto il coinvolgimento di oltre 6 mila uffici postali in altrettanti comuni con meno di 15 mila abitanti in cui oggi è presente un ufficio postale nelle 72 aree interne del Paese. Nei piani, Polis serve a superare il digital divide rendendo così più agevole il disbrigo delle pratiche burocratiche (documenti, permessi, licenze e istanze) di anziani e disabili.

«Si tratta di fare un esercizio innanzitutto tecnologico, quindi di collegare i database delle singole pubbliche amministrazioni in un punto centralizzato e di rendere poi quel servizio ai cittadini» ha chiarito di recente l'ad di Poste, Matteo Del Fante.

A questa componente, che assorbe per tre quarti le risorse destinate al progetto Polis, si aggiunge l'idea di rivitalizzare gli spazi che si trovano in 250 realtà cittadine e provinciali: «Storicamente, l'ufficio postale si trova nella piazza centrale del paese, magari anche in un edificio architettonico di pregio. Sopra gli uffici destinati al pubblico - ha spiegato Del Fante - si trovavano gli uffici della parte amministrativa, che oggi non c'è più. Noi li metteremo a disposizione di persone fisiche o imprese, infrastrutturandoli dal punto di vista informatico con la banda larga e la capacità computazionale, ma anche con scrivanie adattate per chi vuole fare impresa o attività professionale».