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LA COSTITUZIONE ITALIANA E I SUOI PRINCIPI FONDAMENTALI
La Costituzione come legge fondamentale

La Costituzione contiene le norme fondamentali della vita della Repubblica: i principi a cui essa ispira la propria azione, i diritti degli individui e dei gruppi sociali che i poteri pubblici devono rispettare, l’organizzazione dei poteri della Repubblica e la sua ripartizione in enti pubblici territoriali.
La Costituzione è una norma giuridica con valore preminente su tutte le altre norme. Questa sua maggiore forza fa sì che ogni legge votata dal Parlamento debba essere conforme alla Costituzione, rispettandone il dettato e lo spirito.
L’organo competente a controllare che le leggi siano conformi alla Costituzione è la Corte costituzionale. Quando questa ritiene che una legge sia incostituzionale, la annulla.

La rigidità costituzionale

La Costituzione ha bisogno di grande stabilità in ragione della sua posizione di norma fondamentale della Repubblica.
Tuttavia, anch’essa necessita talvolta di essere revisionata, per adeguarsi alle mutate condizioni della società o del contesto internazionale, così come per apportare ampliamenti ai diritti individuali o migliorare il funzionamento di certi organi costituzionali.
Di conseguenza, la Costituzione può essere modificata soltanto con un procedimento particolarmente complesso, definito procedimento aggravato. Per questo aspetto, la Costituzione italiana appartiene al genere delle Costituzioni rigide, di gran lunga prevalente oggigiorno.

Le riforme costituzionali

Le riforme del testo costituzionale approvate in Italia hanno riguardato aspetti specifici dell’organizzazione statale. La riforma del 2001 è stata la più vasta revisione costituzionale mai approvata: essa ha riguardato l’intero Titolo V della Costituzione, dedicato alle autonomie territoriali.
Negli ultimi anni si è intensificato il dibattito circa la riforma della seconda parte della Costituzione, con posizioni complessivamente favorevoli alla revisione di molti degli organi costituzionali dello Stato, nell’intento di conferire loro maggiore stabilità ed efficienza.

La struttura della Costituzione

La Costituzione italiana si compone di 139 articoli. A parte i primi dodici, che contengono i principi fondamentali, essa si divide in due parti, la prima è relativa ai diritti e ai doveri dei cittadini, la seconda contiene le norme di organizzazione e la disciplina delle funzioni della Repubblica.
La Costituzione comprende anche 18 disposizioni di carattere transitorio e finale. Le disposizioni transitorie furono necessarie per attuare gradualmente alcune innovazioni previste dalla Costituzione.

I principi fondamentali

Nei primi dodici articoli la Costituzione pone i principi fondamentali dell’ordinamento. Tra questi spiccano:

  • l’affermazione della sovranità popolare (art. 1), che si oppone alla precedente dottrina della sovranità del solo Stato;
  • il riconoscimento dei diritti inviolabili dei cittadini e dei gruppi sociali (art. 2);
  • l’affermazione dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali (art. 3);
  • l’indivisibilità della Repubblica, la tutela dell’arte e del paesaggio, la tutela delle minoranze.

L’art. 12 della Costituzione stabilisce che la bandiera italiana è il tricolore verde bianco e rosso, a bande verticali di uguale dimensione. Non deve stupire questa attenzione dei costituenti alla bandiera italiana: essa è uno dei simboli della Nazione.
I costituenti si posero anche il problema dei rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica. Essi decisero di recepire i Patti Lateranensi , il Trattato che dal 1929 regolava i rapporti tra lo Stato e la Chiesa.
Tra i principi fondamentali, la Costituzione contiene una norma di eccezionale importanza: secondo l’art. 11, infatti, l’Italia ripudia la guerra quale strumento di risoluzione delle controversie internazionali.

Le organizzazioni internazionali

Il nostro Paese acconsente alle limitazioni della propria sovranità derivanti dall’adesione ad organismi internazionali che assicurino la pace tra le Nazioni.
Questa norma ha consentito l’adesione dell’Italia alla Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e ad altri organismi internazionali che mirano alla prevenzione dei conflitti ed alla promozione della pace o alla diffusione dei diritti dell’uomo.
Sempre maggiore importanza acquista oggi, a livello europeo, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo (CEDU), una Carta dei diritti molto articolata, dotata di una Corte internazionale a cui possono ricorrere tutti i cittadini degli Stati che hanno sottoscritto il Trattato del 1950.

 

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