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I DIRITTI FONDAMENTALI
I diritti di libertà
Nella prima parte la Costituzione elenca tutti i diritti dei cittadini che i poteri pubblici non possono limitare, se non a condizioni rigorose previste dalla Costituzione stessa.
La Costituzione riconosce diversi tipi di diritti.
Vengono in considerazione per primi i diritti di libertà:
- la libertà di disposizione del proprio corpo e del proprio domicilio;
- la segretezza della corrispondenza;
- la libertà di circolare e soggiornare nel territorio italiano;
- la libertà di espatriare;
- la libertà di professare la propria fede religiosa, esercitandone il culto in pubblico o in privato, singolarmente o in forma associata.
I diritti politici
Ai diritti di libertà si affiancano i diritti politici: si tratta di diritti il cui esercizio consente la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Questi sono la libertà di riunirsi e di associarsi, di costituire partiti politici, di votare e di accedere alle cariche pubbliche.
Con il voto, in particolare, i cittadini eleggono gli organi rappresentativi:
- il Parlamento;
- i Consigli regionali, provinciali e comunali;
- i Sindaci dei Comuni con più di 15.000 abitanti;
- i Presidenti delle Province e delle Regioni.
La libera elezione dei soggetti che occupano le cariche pubbliche ed esercitano il pubblico potere rende la Repubblica italiana una democrazia rappresentativa.
In Italia vige il suffragio universale: possono votare tutti i cittadini che abbiamo compiuto la maggiore età.
La libertà di manifestazione del pensiero
Al centro del catalogo dei diritti si colloca la libertà di manifestazione del pensiero (art. 21).
L’affermazione di questo diritto affonda le proprie radici nella storia moderna dell’occidente ed è stata ottenuta solo a prezzo di faticose battaglie contro l’intolleranza e la repressione delle minoranze.
Strettamente legato all’affermazione del diritto di manifestazione del pensiero è il pluralismo dei mezzi di informazione, che viene considerato un valore costituzionale, anche se non esplicitamente riconosciuto nel testo della Costituzione. Il pluralismo valorizza la dialettica ed il confronto tra le diverse opinioni presenti nel Paese, con esclusione di quelle inneggianti alla violenza, fisica o morale, alla commissione di reati, all’odio razziale.
I diritti sociali
Tra i principi fondamentali posti dalla Costituzione spicca l’affermazione di un compito della Repubblica: quello di rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini ed impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la sua partecipazione alla vita del Paese. Questo impegno alla realizzazione di una uguaglianza sostanziale si traduce, giuridicamente, nella previsione di una serie di diritti che prendono il nome di diritti sociali.
I diritti sociali spettano a tutti i cittadini, ma hanno un significato particolare per coloro che si trovino in situazioni di difficoltà e di debolezza. Infatti:
- il diritto alle salute ed all’assistenza sanitaria spetta a tutti, ma sono previste cure gratuite per gli indigenti;
- il diritto all’istruzione è garantito gratuitamente a tutti fino alle scuole inferiori, ma a favore delle persone capaci e meritevoli, anche per l’istruzione superiore ed universitaria.
La famiglia
I diritti sociali stanno dunque a testimoniare la particolare considerazione che i costituenti rivolsero a tutti gli ambiti delle relazioni sociali ed alle reali condizioni di vita delle persone.
Al fine di assicurare che i principi proclamati in generale trovino accoglimento nelle formazioni sociali, la Costituzione prende in considerazione la famiglia fondata sul matrimonio, improntando il rapporto tra i coniugi alla parità dei diritti e dei doveri.
Il mantenimento e l’educazione dei figli sono i primi doveri dei genitori.
Il diritto al lavoro
Una posizione preminente nella scala dei valori costituzionali è conferita al lavoro. La Costituzione si apre con la formula: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
A tutti i cittadini spetta il diritto al lavoro, secondo le proprie possibilità e le proprie preferenze, anche al fine di concorrere al progresso spirituale e materiale del Paese.
Il diritto al lavoro è soprattutto un diritto sociale, perché il suo effettivo riconoscimento dipende dall’impegno dei poteri pubblici nella tutela del lavoro. A questo scopo la Repubblica garantisce:
- una retribuzione proporzionata e sufficiente;
- il riposo settimanale e le ferie annuali;
- l’eguaglianza tra lavoratori e lavoratrici;
- la tutela della maternità per le lavoratrici;
- l’assistenza per gli inabili, gli anziani e le vittime di infortuni sul lavoro.
La legge che ha provveduto a garantire i diritti dei lavoratori nei confronti dei datori di lavoro è lo Statuto dei lavoratori, del 1970.
I Sindacati
La Costituzione riconosce ai lavoratori il diritto di associarsi in sindacati per tutelare in forma collettiva i propri diritti ed interessi economici.
Il principale strumento di lotta sindacale è lo sciopero, ovvero l’astensione dal lavoro di una determinata categoria professionale o, nel caso dello sciopero generale, di tutti i lavoratori.
La libertà economica
L’attenzione dedicata alla vita economica non si limita ai rapporti di lavoro, ma si estende anche al riconoscimento della libertà di iniziativa economica privata.
Le iniziative di carattere economico dei cittadini incontrano però dei limiti: non possono infatti andare contro l’utilità sociale o recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.
Allo stesso modo la proprietà privata è tutelata dalla legge, ma se ne deve assicurare la funzione sociale.
I poteri pubblici sono presenti nell’economia e svolgono un ruolo di indirizzo delle relazioni economiche. E’ anche possibile che l’impresa pubblica si sostituisca a quelle private nella gestione di servizi pubblici essenziali, nella produzione di energia o in altri settori di interesse generale. Negli ultimi anni è in corso un processo di privatizzazione delle imprese pubbliche, anche in conformità agli indirizzi della politica economica europea, tendenzialmente contraria ad un’eccessiva presenza del settore pubblico nelle attività economiche.
I doveri costituzionali
Accanto al lungo ed articolato catalogo dei diritti che la Costituzione riconosce agli individui ed ai gruppi, sono previsti anche alcuni doveri che spettano ai cittadini, necessari ad una stabile convivenza.
Si tratta del dovere di difesa della Patria, di contribuire alle spese dello Stato secondo le proprie possibilità economiche, e di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne le leggi.
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