Enti di ricerca

25 Novembre 2016

Autonomia gestionale e statutaria per gli Enti pubblici di ricerca, recepimento della Carta europea dei ricercatori e più libertà nelle assunzioni dei ricercatori. Come accade già per le Università, gli Enti che hanno risorse per farlo potranno assumere liberamente, a condizione di non superare, per le spese del personale, il limite dell'80% del proprio bilancio. L'unico vincolo sarà il rispetto del budget.

E' quanto previsto dal decreto sulla semplificazione delle attività degli Enti pubblici di ricerca attuativo dell'art. 13 della legge delega di riforma della pubblica amministrazione, approvato  in via preliminare dal Consiglio dei ministri del 25 agosto 2016  e in via definitiva dal Consiglio dei ministri del 24 novembre 2016 dopo aver recepito i rilievi dei pareri parlamentari e aver tenuto conto delle indicazioni della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato. Per la prima volta gli Enti pubblici di ricerca (Epr) avranno un riferimento normativo comune, che li sottrae a molti vincoli gestionali previsti per le altre pubbliche amministrazioni. Un sistema di regole più snello e più appropriato alle esigenze del settore. Sono individuati 21 Enti pubblici di ricerca, a cui è riconosciuta l'autonomia statutaria. Gli statuti degli Enti dovranno essere adeguati alle nuove norme entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto; in assenza dell'adeguamento interverrà il ministero vigilante. E' istituita la Consulta dei presidenti degli Enti pubblici di ricerca con il compito, tra l'altro, di proporre l'aggiornamento del Programma nazionale della ricerca (Pnr) e di verificare le scelte programmatiche annuali di ciascun Ente. Ricevono una sistemazione organica le procedure di accesso ai ruoli di ricercatore e tecnologo negli Enti di ricerca. Saranno premiati i più meritevoli: nei limiti dello 0,5% della spesa complessiva del personale, gli Enti possono istituire premi biennali in denaro per ricercatori e tecnologi. Il premio non potrà superare il limite annuo del 20% del trattamento retributivo. Nel limite del 10% dell'organico, gli Enti potranno assumere per chiamata diretta con contratto a tempo indeterminato ricercatori o tecnologi che si siano distinti per merito eccezionale o che siano stati insigniti di altri riconoscimenti scientifici in ambito internazionale. Qualora l'Ente non possa far fronte ai debiti liquidi ed esigibili nei confronti di terzi è dichiarato il dissesto finanziario: il piano di rientro da attuare in cinque anni dovrà essere predisposto entro 180 giorni e sottoposto al ministero vigilante per l'approvazione. Con decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del ministro competente, l'Ente che versa in condizioni di difficoltà (o non ha raggiunto gli obiettivi per i quali è stato istituito) può essere commissariato.