Commentando la notizia della sentenza della Cassazione - che ha accolto il ricorso presentato da due studenti torinesi condannati in primo grado e in Appello per aver duplicato abusivamente e distribuito via internet materiali protetti da copyright - il Sottosegretario all'Innovazione Beatrice Magnolfi ha dichiarato che si tratta di una sentenza utile, poiché "ci aiuta a individuare il cuore del problema: ossia la necessità di ridefinire le norme per la protezione delle opere intellettuali nell'epoca delle reti".
"La sentenza della Cassazione - ha precisato il Sottosegretario - ci spinge a riflettere sulla necessità di trovare un equilibrio più equo tra le esigenze delle industrie multimediali e i diritti dei consumatori. Va preso atto del fatto che la tecnologia influenza in maniera determinate i modi di fruizione delle opere creative e, con essi, i modelli di business dell'industria dei contenuti. Oggi i giovani scambiano file in rete con la stessa naturalezza con cui i giovani della nostra generazione scambiavano figurine all'uscita di scuola."
Secondo Beatrice Magnolfi, "nell'epoca della riproducibilità digitale dei contenuti è estremamente difficile porre barriere alla loro diffusione, senza ledere i diritti legittimi dei consumatori (come avviene, ad esempio, con alcuni sistemi di gestione automatica del copyright DRM), ma altrettanto complesso tutelare gli interessi degli autori.