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10/09/2008 - Concorso vignette contro Brunetta: è possibile votare fino alla mezzanotte di oggi

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Si rende noto che fino alla mezzanotte di oggi è ancora possibile votare, sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione (www.innovazionepa.it), la migliore e più graffiante vignetta contro il ministro Renato Brunetta. Il concorso era stato lanciato lo scorso 3 agosto per rispondere alla vera e propria “fatwa” lanciata il giorno prima dal segretario di Rifondazione Comunista, che in un comunicato si era scagliato contro «l’atteggiamento totalitario e fascistoide» del ministro Brunetta, reo di aver approvato la pubblicazione sul sito del Ministero non solo degli articoli di stampa che lo riguardano ma anche di tutte le vignette che i giornali gli avevano finora dedicato. Vignette, a dire il vero, tutte simpatizzanti per la sua attività di governo: una situazione inedita (e per alcuni inaudita) nella storia della satira italiana. Raccolto e fatto proprio il grido di dolore del comunista Ferrero (al quale si sono nel frattempo aggiunti quelli di diversi sindacalisti e di 8 deputati del Partito Democratico, che sulla vicenda hanno addirittura presentato un’interrogazione parlamentare), lo staff del ministro - da settimane impegnato nella vana ricerca di una qualsiasi vignetta contraria al titolare di Palazzo Vidoni - aveva quindi deciso di rivolgersi direttamente al Paese perché venisse finalmente sanato questo insopportabile vulnus alla democrazia italiana: «Mi raccomando, siate cattivi: non ne possiamo più di raccogliere solo consensi!» era stato l’accorato appello rivolto all’Italia intera.

In poche ore la sfida era stata raccolta da ben 222 disegnatori dilettanti (75 dei quali dipendenti pubblici) residenti soprattutto in Lombardia, Lazio, Veneto, Campania, Toscana, Piemonte e Sicilia.
Il concorso ha riscosso un grande successo tra gli utenti di Internet. Dal 10 agosto a oggi le 335 vignette in gara (massimo due per ogni autore) hanno infatti raccolto più di 34mila voti online (ciascun utente poteva esprimere la sua preferenza a non più di 5 vignette). Nel mese appena trascorso sono stati oltre 250mila i visitatori della pagina del sito ministeriale contenente i disegni in gara, ai quali vanno aggiunti i circa 450mila contatti sul sito de Il Sole24Ore, che nell’ultima settimana ha proposto un’ampia selezione delle vignette in concorso e proposto un link per partecipare alla votazione online.

La giuria - composta dal disegnatore Vincino, dal critico d’arte Achille Bonito Oliva e dal disegnatore e autore televisivo Stefano Disegni - si riunirà nella mattinata di martedì prossimo a Palazzo Vidoni per decidere in assoluta autonomia la vignetta vincitrice tra i 25 disegni che alla mezzanotte di oggi saranno risultati i più votati (proprio il considerevole numero di vignette in gara ha infatti convinto della necessità di quintuplicare il numero inizialmente previsto delle finaliste). Il suo autore verrà quindi ricevuto e premiato dallo stesso ministro Brunetta.

Va inoltre sottolineato come la notizia di questo concorso online abbia riscosso un considerevole spazio anche sulla stampa nazionale e come molte vignette in gara siano state pubblicate da diversi quotidiani e settimanali (La Stampa, Il Mattino, QN, Il Giornale, Libero, Il Tempo, Il Sole 24 Ore, Il Secolo XIX, Di Tutto). E’ stato quindi pienamente centrato uno degli obiettivi impliciti di questa iniziativa: dare a molti disegnatori dilettanti l’opportunità preziosa di farsi conoscere sia sul web sia sulla carta stampata per la loro bravura e indipendenza di giudizio.

Ai critici a oltranza, che ancora oggi chiedono che non vengano pubblicate sul sito ministeriale le vignette che quotidiani e settimanali dedicano al ministro e che esigono scandalizzati l’abolizione immediata del concorso, raccomandiamo infine di meditare su quanto scritto da Michele Serra su La Repubblica dello scorso 3 agosto: «La satira non ha mai colpito solo il Potere. Fino dalla sua culla (la cultura greca e latina) ha ampiamente preso di mira anche gli usi e i costumi del popolo, perché è la società nel suo complesso, non solo il palazzo, la vera materia satirica. Adombrarsi per qualche dileggio dei cosiddetti fannulloni è sgradevole e per giunta poco sportivo: gli uomini di potere sono subissati di pernacchie dall’alba dei tempi, e solo recentemente hanno scoperto che abbozzare è più democratico e soprattutto più conveniente. Se una fetta di scherno tocca in sorte anche all’uomo della strada, o dello sportello, siamo alla pura fisiologia satirica. Protestare e offendersi, e specialmente offendersi per categorie come spesso avviene in Italia, non rende onore alla causa degli statali. Vale per tutti, ancora oggi, lo slogan con il quale Sergio Staino lanciò il suo indimenticato “Tango”: chi s’incazza è perduto».



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