Nasce a Casale Monferrato (Alessandria) il 17
dicembre 1845. Nel giugno 1866 si laurea in Giurisprudenza
all'Università di Torino, dove per qualche anno lavora come
"aggregato".
Trasferitosi a Roma, nel 1872 vince (risultando primo tra 44
concorrenti) un concorso per il Ministero dell'Agricoltura,
dell'Industria e del Commercio e l'anno dopo viene inviato in
missione all'Esposizione universale di Vienna. Nel dicembre 1877
passa al Ministero dell'Interno e mente si trova in missione
all'Esposizione universale di Parigi viene particolarmente
apprezzato dal capo delegazione Cesare Correnti,
che lo descrive come «uno dei più promettenti giovani che io abbia
mai conosciuto nella mia lunga carriera». Dal 1878 al 1887 svolge
brillantemente le funzioni di segretario particolare del presidente
del Consiglio Agostino Depretis. Il 22 gennaio 1885 è promosso
primo segretario al Ministero, seppur assegnato al Consiglio di
Stato come segretario di sezione, e continua a prestare servizio
presso il gabinetto del presidente del Consiglio. Il fatto -
alquanto anomalo per le regole allora vigenti - induce peraltro il
presidente del Consiglio di Stato Carlo Cadorna a
scrivere al ministro dell'Interno lamentandone l'assenza e le
conseguenti ripercussioni negative nel lavoro a Palazzo Spada. La
sua carriera nel frattempo continua a progredire: nel 1887 ottiene
la promozione a ispettore generale al Ministero dell'Interno,
quindi viene chiamato dal presidente del Consiglio Antonio Di
Rudinì a ricoprire la carica di segretario capo della Presidenza
(febbraio 1891-maggio 1892). Caduto il governo Di Rudinì, chiede di
essere dispensato dall'incarico e nel giugno 1892 può finalmente
prendere servizio al Consiglio di Stato. Ma già
nel febbraio 1893, nominato prefetto di Lucca, viene nuovamente
distolto dal lavoro a Palazzo Spada. Quando Di Rudinì torna al
governo del Paese, anch'egli ritorna alle sue mansioni di
segretario capo della Presidenza del Consiglio. Nel marzo 1897
viene promosso direttore generale dell'Amministrazione civile del
Ministero dell'Interno e nel dicembre dello stesso anno è nominato
consigliere di Stato (continuando, comunque, a prestare servizio al
Ministero). Deputato alla Camera dall'aprile 1897 al settembre
1919, sempre nelle file del centro destra, fa parte della
Commissione superiore di Sanità e della Commissione d'inchiesta sui
brefotrofi. Nel maggio 1898 rientra - questa volta definitivamente
- al Consiglio di Stato, dove nel maggio 1912 sarà nominato
presidente di sezione. Nel corso della sua lunga carriera si
afferma come un uomo-chiave dell'amministrazione statale in quanto
titolare di importanti e spesso delicati incarichi fiduciari.
L'incombenza forse di maggiore responsabilità gli viene però
affidata nel 1910, quando è nominato presidente del comitato per i
provvedimenti disciplinari successivo alla commissione d'inchiesta
tenutasi due anni prima sulle irregolarità commesse da Nunzio Nasi
quand'era titolare del Ministero della Pubblica istruzione. Il 6
ottobre 1919 gli giunge la nomina a senatore del Regno. Nel 1920,
ormai settantacinquenne, viene collocato a riposo. Muore a Roma il
22 marzo 1922.