Un impegno necessario e difficile

Riformare la pubblica amministrazione è necessario e difficile. (...) Credo che ogni riformatore debba trarre la consapevolezza che il proprio impegno va ben al di là di una legge e dei suoi pur numerosi decreti attuativi: le norme sono il punto di partenza, una necessaria base di lavoro. Ma le sfide più grandi si vincono nel quotidiano lavoro amministrativo, che coinvolge tutti: vertici politici, dirigenza amministrativa, dipendenti, organi di controllo, studiosi. Tutti siamo chiamati a lavorare assiduamente alla riforma, che non è fatta di cambiamenti epocali, ma di paziente implementazione e di continue correzioni di rotta. (...)

Il Governo, prima con il decreto legge n. 90 del 2014, poi con la legge 124, ha voluto dare una spinta al processo riformatore, per completare e correggere un percorso in gran parte già avviato.
Mi sembra che la migliore dimostrazione di questa continuità sia data dal fatto che ciascuno dei quattordici decreti legislativi già in vigore interviene su leggi preesistenti, per modificarle o per riordinarne il contenuto (come nel caso del Testo unico sulle società pubbliche e del Codice del processo contabile): la legge 124 non ha determinato l’introduzione di nuovi atti legislativi, ma una riduzione del loro numero.

Credo che sia importante sottolineare anche che gli obiettivi della riforma in corso riguardano i bisogni dei cittadini e, in particolare, di quelli più deboli e meritevoli. È nel loro interesse che le amministrazioni pubbliche devono funzionare in modo rapido, saper erogare servizi a distanza, fornire informazioni in tempo reale, tenere comportamenti coerenti, limitare gli oneri amministrativi e le spese.
Se le amministrazioni funzionano bene, funzionano bene per tutti. Se funzionano male, ci sarà sempre il modo di aggirare gli ostacoli e ottenere un buon servizio, ma solo per pochi privilegiati. Se i pubblici funzionari si assumono le proprie responsabilità e agiscono con coerenza e nei tempi dovuti, agevolano l’ordinato svolgimento dei rapporti economici, la realizzazione di investimenti, la creazione di posti lavoro: sono obiettivi che interessano tutti.

Naturalmente, perché ciò avvenga servono uffici funzionanti, competenze chiare, meccanismi di coordinamento (come il silenzio assenso tra amministrazioni, la conferenza di servizi, sportelli unici per i cittadini e le imprese); e servono dipendenti ben selezionati, motivati, tranquilli sul loro avvenire lavorativo, valutati correttamente e premiati per i loro meriti (da qui l’intervento sul lavoro pubblico e sulla valutazione dei rendimenti): è per questo che la riforma si preoccupa anche del funzionamento della macchina amministrativa, che è un apparato al servizio dei cittadini.

Il quadro normativo fondato sulla legge 124 (...) si avvia a essere completato. Comincia un’altra fase impegnativa, in cui occorre far conoscere le innovazioni, spiegarne la logica, curarne l’attuazione, risolvere gli inevitabili numerosi problemi applicativi.

Marianna Madia

6 marzo 2017

Estratto della presentazione al volume «La riforma della pubblica amministrazione - Commento alla Legge n. 124 del 2015 (Madia) e ai decreti attuativi» a cura di Bernardo Giorgio Mattarella ed Elisa D'Alterio, edizioni Sole 24 Ore

La riforma della PA

Destinatari

La riforma della Pa costituisce un progetto di cambiamento per un paese più semplice e più trasparente. Un progetto che sarà realizzato solo quando i destinatari della riforma - cittadini, imprenditori e lavoratori pubblici – potranno rendersi conto che in Italia è più semplice vivere, lavorare, fare impresa.

La legge delega

La legge 7 agosto 2015 n.124 è il vero e proprio cuore dell’azione del governo su tutti gli aspetti della pubblica amministrazione. Tra i principali interventi vi sono: cittadinanza digitale, organizzazione dello Stato sul territorio, dirigenza, trasparenza, lavoro pubblico, società partecipate, servizi pubblici locali.

Decreti attuativi

Il governo ha fin dal suo insediamento riservato una particolare attenzione all’attuazione e all’implementazione delle leggi. La riforma della PA prevede deleghe da esercitarsi nell’arco dei 12 mesi dall’approvazione, ad eccezione del decreto sul pubblico impiego per il quale sono previsti 18 mesi.

Articoli e interviste

Il Foglio- Marianna Madia

22 Febbraio 2017

Lettera. Il ministro Madia contro il modello Brunetta

Caro Direttore,  la lettera inviata dall’On. Brunetta è un buon esempio della distanza culturale che ci separa dalla concezione che il centrodestra ha della pubblica amministrazione

Il Messaggero- Andrea Bassi

18 Febbraio 2017

Assunzione dei precari e sblocco dei turn over

"Secondo le nostre stime sono circa 50 mila. Abbiamo considerato coloro che hanno contratti temporanei da oltre tre anni. Il piano sarà in vigore dal 2018 al 2022" 

la Repubblica- Roberto Petrini

01 Dicembre 2016

«Così daremo più ai poveri e meno a chi già guadagna»

«È un accordo Robin Hood che va nella direzione di quanto ha fatto il governo fino ad oggi, dagli 80 euro per i redditi più bassi al tetto dei 240 mila euro per quelli alti». Marianna Madia esce dall'ultima maratona ...