Un impegno necessario e difficile

Riformare la pubblica amministrazione è necessario e difficile. (...) Credo che ogni riformatore debba trarre la consapevolezza che il proprio impegno va ben al di là di una legge e dei suoi pur numerosi decreti attuativi: le norme sono il punto di partenza, una necessaria base di lavoro. Ma le sfide più grandi si vincono nel quotidiano lavoro amministrativo, che coinvolge tutti: vertici politici, dirigenza amministrativa, dipendenti, organi di controllo, studiosi. Tutti siamo chiamati a lavorare assiduamente alla riforma, che non è fatta di cambiamenti epocali, ma di paziente implementazione e di continue correzioni di rotta. (...)

Credo che sia importante sottolineare anche che gli obiettivi della riforma in corso riguardano i bisogni dei cittadini e, in particolare, di quelli più deboli e meritevoli. È nel loro interesse che le amministrazioni pubbliche devono funzionare in modo rapido, saper erogare servizi a distanza, fornire informazioni in tempo reale, tenere comportamenti coerenti, limitare gli oneri amministrativi e le spese.
Se le amministrazioni funzionano bene, funzionano bene per tutti. Se funzionano male, ci sarà sempre il modo di aggirare gli ostacoli e ottenere un buon servizio, ma solo per pochi privilegiati. Se i pubblici funzionari si assumono le proprie responsabilità e agiscono con coerenza e nei tempi dovuti, agevolano l’ordinato svolgimento dei rapporti economici, la realizzazione di investimenti, la creazione di posti lavoro: sono obiettivi che interessano tutti.

Naturalmente, perché ciò avvenga servono uffici funzionanti, competenze chiare, meccanismi di coordinamento (come il silenzio assenso tra amministrazioni, la conferenza di servizi, sportelli unici per i cittadini e le imprese); e servono dipendenti ben selezionati, motivati, tranquilli sul loro avvenire lavorativo, valutati correttamente e premiati per i loro meriti (da qui l’intervento sul lavoro pubblico e sulla valutazione dei rendimenti): è per questo che la riforma si preoccupa anche del funzionamento della macchina amministrativa, che è un apparato al servizio dei cittadini.
Il quadro normativo fondato sulla legge 124 (...) si avvia a essere completato. Comincia un’altra fase impegnativa, in cui occorre far conoscere le innovazioni, spiegarne la logica, curarne l’attuazione, risolvere gli inevitabili numerosi problemi applicativi.

Marianna Madia
6 marzo 2017

Estratto della presentazione al volume «La riforma della pubblica amministrazione - Commento alla Legge n. 124 del 2015 (Madia) e ai decreti attuativi» a cura di Bernardo Giorgio Mattarella ed Elisa D'Alterio, edizioni Sole 24 Ore

La riforma della PA

Destinatari

La riforma della Pa costituisce un progetto di cambiamento per un paese più semplice e più trasparente. Un progetto che sarà realizzato solo quando i destinatari della riforma - cittadini, imprenditori e lavoratori pubblici – potranno rendersi conto che in Italia è più semplice vivere, lavorare, fare impresa.

La legge delega

La legge 7 agosto 2015 n.124 è il vero e proprio cuore dell’azione del governo su tutti gli aspetti della pubblica amministrazione. Tra i principali interventi vi sono: cittadinanza digitale, organizzazione dello Stato sul territorio, dirigenza, trasparenza, lavoro pubblico, società partecipate, servizi pubblici locali.

Decreti attuativi

Il governo ha fin dal suo insediamento riservato una particolare attenzione all’attuazione e all’implementazione delle leggi. La riforma della PA prevede deleghe da esercitarsi nell’arco dei 12 mesi dall’approvazione, ad eccezione del decreto sul pubblico impiego per il quale sono previsti 18 mesi.

Articoli e interviste

Corriere della sera- Sergio Rizzo

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