Intervista a Silvia Paparo sulla semplificazione

La Consigliera Silvia Paparo, Direttrice generale dell’Ufficio per la semplificazione e la sburocratizzazione, risponde alle domande della Redazione.                                                       

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La semplificazione è una grande esigenza del Paese, dei cittadini e delle imprese. Spesso però gli interventi normativi di semplificazione sono rimasti sulla carta. Come si affronta questa difficoltà?

E’ vero. Uno dei fattori più critici delle politiche di semplificazione in Italia è rappresentato dalla pratica diffusa di norme “annuncio”, che spesso sono rimaste sulla carta. La semplificazione funziona solo se risponde alle esigenze degli utenti e “arriva” nelle case dei cittadini e nella vita delle imprese. Per questo stiamo sviluppando le politiche di semplificazione utilizzando un metodo nuovo fondato:

1) sull’ascolto e la consultazione dei cittadini e delle imprese, anche con strumenti telematici, cosa che consente di individuare le procedure più complicate da semplificare e di verificare l’efficacia degli interventi già adottati;

2) sulla collaborazione con le Regioni e gli Enti locali, che gestiscono le procedure più rilevanti per cittadini e imprese;

3)  sull’attenzione all’attuazione, indispensabile per assicurare effettiva operatività alle misure di semplificazione adottate.

Sappiamo che l’Agenda per la semplificazione 2015-2017 ha inaugurato un nuovo metodo di lavoro. Ci può spiegare come funziona?

Con l’Agenda per la semplificazione 2015 - 2017, per la prima volta in Italia, il Governo, le Regioni, i Comuni e le Città Metropolitane hanno assunto un comune impegno per assicurare l’effettiva realizzazione degli obiettivi di semplificazione. Solo una collaborazione tra i diversi livelli istituzionali può garantire il risultato, utilizzando tutti gli strumenti utili: innovazione tecnologica, amministrativa, organizzativa, normativa.

L’Agenda ha individuato cinque settori strategici di intervento che rappresentano gli ambiti fondamentali della vita quotidiana di un cittadino e di una impresa: cittadinanza digitale; welfare e salute; fisco; edilizia e impresa. Attuare una efficace semplificazione in questi settori vuol dire contribuire in modo significativo ad innalzare la competitività dell’intero paese e migliorare la qualità della vita delle persone. 

Per ciascun settore, l’Agenda ha individuato azioni, responsabilità, scadenze e risultati attesi. Viene garantito il controllo del raggiungimento dei risultati che saranno resi accessibili on line, anche assicurando il coinvolgimento costante di cittadini e imprese nel monitoraggio della fase attuativa. 

Nell’ambito dell’Agenda è stata svolta un’attività molto intensa.Tra i risultati raggiunti, ricordo:

  • la semplificazione e la standardizzazione della modulistica edilizia e ambientale (AUA);
  • l’adozione del regolamento edilizio unico;
  • la dichiarazione dei redditi precompilata e le numerose altre semplificazioni in campo fiscale.

Infine, i gruppi di lavoro dell’agenda hanno intensamente partecipato all’istruttoria dei provvedimenti attuativi della legge 124/2015 e in particolare della nuova disciplina della conferenza di servizi, della ricognizione dei procedimenti e della SCIA.

Le misure di semplificazione contenute nella riforma PA portano significative novità in materia di “tempi delle decisioni pubbliche” e di “unificazione delle procedure per le autorizzazioni”. Cosa cambia in pratica per cittadini e imprese?

La nuova conferenza di servizi (decreto legislativo n. 127 del 2016) affronta un problema essenziale per l’Italia: i tempi delle decisioni pubbliche (ad esempio per la realizzazione di opere e il rilascio di autorizzazioni per le attività d’impresa e per quelle edilizie). In tutti i casi in cui è necessario prendere una decisione che riguarda più amministrazioni c’è la nuova conferenza di servizi semplice e veloce, con tempi certi.

Vediamo le principali novità. La modalità ordinaria di svolgimento della conferenza è quella “semplificata”: niente più riunioni, ma solo l’invio dei documenti per via telematica. Si decide al massimo in 45 giorni (90 giorni quando sono coinvolte le amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali o alla tutela della salute dei cittadini). Si considera acquisito l’assenso delle amministrazioni che non si sono espresse nei tempi previsti (silenzio assenso). La conferenza “simultanea” con la riunione si tiene solo quando è strettamente necessario (procedure complesse e casi di dissenso).

La nuova conferenza, quindi, assicura tempi certi di conclusione delle procedure per i cittadini, le imprese e per le opere pubbliche. Consente alle amministrazioni di decidere, lavorando meglio ed eliminando l’elevato numero di riunioni, la corsa a “ostacoli” per convocarle e le molte conferenze che “vanno deserte”.

E per quanto riguarda la mappatura dei procedimenti e la standardizzazione dei regimi?

Cittadini e imprese, anche per le pratiche più semplici, devono orientarsi in una babele di adempimenti burocratici: regole, moduli, documentazione da presentare cambiano a seconda della Regione e del Comune.

Per garantire a cittadini e imprese certezza sulle regole da seguire per avviare un’attività e sui regimi ad essa applicabili, tempi certi e un unico sportello a cui rivolgersi, i decreti attuativi della legge Madia (D.Lgs. 30 giugno 2016, n. 126 e D.Lgs. 25 novembre 2016, n. 222) prevedono:

Regole uniformi: non più una babele di procedure e adempimenti. Il D.Lgs. n. 222 del 2016 individua in modo uniforme i regimi per ciascuna attività/procedura.

L’amministrazione chiede “una volta sola”: per avviare un’attività il cittadino, invece di rivolgersi a diverse amministrazioni col rischio di perdersi in un “labirinto di adempimenti burocratici”, presenta ora una sola domanda (segnalazione o comunicazione) allo sportello unico del Comune, indicato sul sito istituzionale di ciascuna amministrazione.

Sarà la pubblica amministrazione a inoltrare le varie domande, segnalazioni o comunicazioni alle amministrazioni competenti (ASL, Vigili del fuoco, ecc.) e ad assicurare, ove necessario una risposta unica al cittadino. Si attua in questo modo il principio secondo cui la pubblica amministrazione “chiede una sola volta”.

I moduli unici: verranno predisposti e pubblicati sul sito del Comune i moduli standardizzati e unificati, che individuano con precisione e rendono uniformi su tutto il territorio nazionale le modalità per la presentazione di domande, segnalazioni e comunicazioni e indicano la documentazione che deve accompagnarle. E’ vietato alle amministrazioni chiedere al cittadino o all’impresa documenti diversi da quelli pubblicati sul sito.

Cosa fa l’Ufficio per la semplificazione per favorire l’attuazione di questi provvedimenti normativi?

Approvate le norme si è aperta la fase più impegnativa dell’implementazione. Il Dipartimento della funzione pubblica in collaborazione con le Regioni e l’ANCI ha predisposto le guide per il personale, per i cittadini e le imprese. E’ stato, inoltre, attivato un help-desk, che fornisce supporto ai soggetti interessati all’attuazione delle nuove norme. Nel 2017 nell’ambito del PON GOVERNANCE verrà lanciato un ampio programma di sostegno all’attuazione della Riforma. Tra le prime iniziative programmate vi sono:  1) un road show della riforma;  2) la realizzazione di webinar su Conferenza di servizi e SCIA unica, rivolti ad almeno 5.000 funzionari, dirigenti e operatori delle associazioni imprenditoriali, per sensibilizzare il personale e gli stakeholder;  3) l’attivazione di Reti di esperti e comunità di pratiche nazionali e regionali online, per promuovere la diffusione delle best practices;  4) il monitoraggio quantitativo e qualitativo degli impatti della riforma.

Forse saprà che come redazione del Dipartimento siamo impegnati, anche con questa intervista, a rendere altamente “leggibili”(1) i contenuti del sito. Ci promette di rivolgere una particolare attenzione alla sezione tematica sulla semplificazione per una comunicazione più chiara ed efficace?

Certamente, la leggibilità dei contenuti del sito del Dipartimento e delle stesse pagine web www.italiasemplice.gov.it è essenziale perché cittadini e imprese e lo stesso personale delle pubbliche amministrazioni conoscano e utilizzino le nuove semplificazioni.

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(1) Segnaliamo che iI testo di questa intervista è passato al vaglio del programma Corrige.it con il quale si determina il valore di leggibilità di un testo, calcolato con l’Indice Gulpease. Tale valore è risultato corrispondente alla categoria “facile da leggere” (che va da 40 a 70) per il livello di scolarizzazione medio-superiore. (Nota della Redazione)

 
 

Data di pubblicazione: 27 Dicembre 2016