FAQ

Fondo per l’Innovazione Sociale

DPCM 21 DICEMBRE 2018 E S.M.I., AVVISO PUBBLICO 5 APRILE 2019

DOMANDE FREQUENTI (FAQ)

 

SOGGETTI BENEFICIARI E PARTENARIATO

 

1. Un comune capoluogo/città metropolitana che abbia già presentato una proposta progettuale in qualità di proponente può essere partner in altro progetto?

Risp. Si. Al paragrafo 1 dell’Avviso è precisato che i comuni capoluogo/città metropolitane sono i beneficiari del Fondo e possono presentare, a pena di esclusione, solo un progetto in qualità di proponenti. Tuttavia, il paragrafo 5 chiarisce che lo stesso comune/città metropolitana può partecipare, in qualità di partner, ad altri progetti nei quali il proponente sia un altro comune/città metropolitana. Al riguardo si ricorda che nessun soggetto, ivi compreso quindi il comune/città metropolitana, può partecipare a più di quattro proposte progettuali.

2. Riguardo alla composizione del partenariato, quali sono i soggetti che il comune/città metropolitana deve necessariamente aver selezionato per potersi candidare all’Intervento I?

Risp. L’Avviso richiede che il comune/città metropolitana si presenti al DFP già per l’Intervento I con il partner che sarà l’esecutore/attuatore dell’intervento. Il partner, a sua volta, deve acquisire il supporto di un investitore o finanziatore privato (è sufficiente una lettera di impegno come previsto al paragrafo 9, punto 2, lett. e).

3. È possibile modificare/integrare la struttura del partenariato originariamente previsto nella presentazione della proposta progettuale?

Risp. Si, previa approvazione del DFP. Al paragrafo 5 dell’Avviso pubblico è espressamente previsto che “Eventuali modifiche del partenariato sono possibili solo previa approvazione del Dipartimento”. L’esigenza di modificare il partenariato potrebbe anche derivare dalla scelta del soggetto beneficiario di utilizzare diverse procedure di selezione del partner (soggetto attuatore) nel corso del programma triennale.

4. Spesso la soddisfazione di specifici bisogni della collettività di riferimento richiede non solo il coinvolgimento di più settori amministrativi del comune ma anche la cooperazione tra più soggetti pubblici. Come può il comune, in qualità di beneficiario del Fondo, gestire questa complessità?

Risp. La collaborazione e la cooperazione tra pubbliche amministrazioni fanno parte di un modello di governance partecipativa che favorisce l’innovazione. A tal proposito, il coinvolgimento di un altro soggetto pubblico (anche attraverso un protocollo di intesa o un accordo ai sensi dell’art. 15 della legge 241/1990) è valutato positivamente nell’ambito del “Miglioramento delle capacità di innovazione delle pubbliche amministrazioni” (criterio di valutazione d.3).

5. Tra i soggetti fornitori del servizio o attuatori dell’intervento possono essere eleggibili anche le Onlus/ONG?

Risp. Sì, sono eleggibili anche le onlus/ong. Resta fermo che l’individuazione dei partner è svolta nel rispetto dei criteri e dei principi della normativa europea, nazionale e regionale in materia di evidenza pubblica, contabilità pubblica e partenariato pubblico-privato, anche nel settore sociale e del no-profit, prevedendo e applicando requisiti di partecipazione e criteri di selezione proporzionati, non discriminatori e finalizzati a garantire la massima partecipazione e concorrenza (come riportato al paragrafo 12 dell’Avviso).

6. Il finanziatore/investitore privato, individuato al paragrafo 1 dell’Avviso come soggetto necessario dell’intervento di innovazione sociale che si intende realizzare, deve essere partner del comune/città metropolitana? Con quali procedure va selezionato?

Risp. No. L’Avviso non richiede che il finanziatore/investitore privato entri nel partenariato. Ciò che è necessario è il suo coinvolgimento già a partire dall’Intervento I attraverso la sottoscrizione di una dichiarazione di impegno rivolta al soggetto attuatore con il quale intratterrà i rapporti.
Ne consegue che il finanziatore, non è selezionato dal soggetto beneficiario/proponente (comune capoluogo e città metropolitana), ma individuato dal soggetto che intende candidarsi quale attuatore dell’intervento.

 

AREE DI INTERVENTO E SCALABILITA’

 

7. Il comune/città metropolitana che intenda candidarsi al finanziamento dell’Intervento I secondo le indicazioni contenute nell’Avviso pubblico, deve prioritariamente individuare il bisogno sociale della comunità di riferimento che intende soddisfare avvalendosi di un nuovo modello di intervento (secondo gli schemi PBR). Il bisogno individuato dal comune/città metropolitana deve necessariamente essere riconducibile ad uno solo degli ambiti di cui all’art. 7 dell’Avviso, o può riguardare più ambiti di intervento?

Risp. Gli ambiti di intervento previsti dall’Avviso pubblico sono tre:

  • Inclusione sociale
  • Animazione culturale
  • Lotta alla dispersione scolastica.

I beneficiari del programma (comuni capoluogo/città metropolitane) possono presentare una idea progettuale che riguardi uno o più ambiti indicati. Il paragrafo 7 dell’Avviso, infatti, espressamente prevede che il progetto presenti un insieme coordinato di attività dirette al miglioramento della qualità dei servizi e del benessere dei cittadini per la realizzazione di interventi che possono coinvolgere più politiche pubbliche, afferenti anche a diversi assessorati, nelle aree indicate.

8. Nell’intervento III la "replicazione in contesti diversi o più ampi degli interventi per i quali è stata condotta la sperimentazione" significa che l'intervento può essere duplicato anche in altri territori comunali?

Risp. La scalabilità e replicabilità degli interventi è uno degli obiettivi che si intendono realizzare con il Programma triennale di innovazione sociale. Tuttavia si rammenta come l’estensione in ambiti territoriali diversi da quelli di competenza del comune proponente richieda la sussistenza di requisiti necessari quali, ad esempio, la partecipazione al partenariato dei comuni dove si intende replicare il progetto.

 

PROCEDURE AD EVIDENZA PUBBLICA

 

9. Con quale procedura i comuni/città metropolitane possono selezionare il partner-soggetto attuatore per candidarsi all’Intervento I?

Risp. La scelta della procedura di selezione del partner è rimessa alle determinazioni del Comune e deve essere operata in relazione alla tipologia di partenariato e alla peculiarità dell’intervento che si intende realizzare con il soggetto attuatore/fornitore dei servizi, tenendo in considerazione le disposizioni normative di riferimento (ad esempio, codice dei contratti pubblici per concessioni e finanza di progetto, codice del terzo settore per co-progettazione, legge n. 241/1990 per ATS, ecc.) e i vincoli che al finanziamento dei costi potrebbero derivare dalla normativa in materia di aiuti di Stato e relativi regimi di esenzione (cd. de minimis).

Le scelte dell’amministrazione dovranno, pertanto, assicurare la tutela della concorrenza nonché l’osservanza dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità, trasparenza, parità di trattamento, pari opportunità e non discriminazione richiamati dal paragrafo 12 dell’Avviso.

10. Laddove il comune/città metropolitana abbia già in essere, in qualità di capofila, un partenariato pubblico/privato per la realizzazione di altri progetti, può riproporlo “tal quale” senza fare una nuova procedura selettiva?

Risp. In relazione alle modalità con cui il beneficiario/proponente individua il soggetto attuatore dell’intervento, l’Avviso (paragrafo 12) richiama espressamente la necessità di assicurare, tra l’altro, il rispetto dei principi e delle disposizioni normative in materia di evidenza pubblica. Da ciò consegue che il comune/città metropolitana può valutare se, nel caso concreto, ricorrano tutte le condizioni giuridiche per avvalersi di un soggetto con il quale esiste già un rapporto formalizzato a seguito di una precedente procedura ad evidenza pubblica (verificando, a titolo di esempio, se nel rapporto contrattuale o convenzionale in essere è prevista la possibilità di estendere l’oggetto dell’accordo stesso e a quali condizioni). È inoltre necessario che il beneficiario/proponente verifichi la compatibilità del partner e dell’accordo già in essere con la logica innovativa cui si ispira l’Avviso (cfr. Position paper allegato). Inoltre, si rammenta che, come specificato nel paragrafo 2 dell’Avviso, il proponente può essere unicamente un comune capoluogo o città metropolitana e che lo stesso deve necessariamente assumere il ruolo di capofila del partenariato proposto.

11. Il paragrafo 12 dell’Avviso fa riferimento, tra gli obblighi del beneficiario, al rispetto dei principi nazionali ed europei in materia di contabilità pubblica. Qualora si tratti di partenariati ex art. 180 del codice degli appalti, si devono seguire le regole Eurostat sul trattamento statistico dell’operazione (ai fini di tutela della finanza pubblica, art. 3 del codice). Tra le altre cose lo stesso codice segnala che il finanziamento pubblico complessivo non può essere superiore al 49%. Va tenuto conto di queste disposizioni?

Risp. Nell’Avviso si richiama il rispetto dei principi di correttezza dell’azione amministrativa e della normativa in materia di contabilità ed evidenza pubblica. La scelta della procedura selettiva da utilizzare va valutata caso per caso, tenendo conto della natura giuridica del soggetto attuatore cui il comune/città metropolitana intende rivolgersi (ad esempio, terzo settore o tutti i soggetti privati) e della peculiarità dell’oggetto dell’intervento che si vuole realizzare. Ne consegue che laddove il beneficiario/proponente (comune capoluogo/città metropolitana) intenda porre in essere un partenariato ai sensi dell’art. 180 e seguenti del d.lgs. 50/2016 dovrà attenersi alla relativa normativa vigente.

12.  Il comune capoluogo/città metropolitana nell’avviso di manifestazione di interesse o nel bando deve indicare anche i requisiti del privato finanziatore/investitore che si impegnerà a finanziare il soggetto attuatore?

Risp. Non dovrebbe, in quanto non è previsto che l’investitore/finanziatore di regola sia partner del comune/città metropolitana. Il suo ruolo nel progetto è definito nella disciplina del rapporto interno tra esso e il soggetto attuatore. Non è quindi richiesto che il comune individui nel proprio avviso le specifiche caratteristiche del finanziatore. Appare tuttavia utile che nell’avviso sia chiaramente definita l’operazione finanziaria che si intende promuovere e sviluppare nell’ambito del progetto. Ciò in quanto la coerenza del profilo dell’investitore/finanziatore rispetto allo strumento di finanza prescelto costituisce un elemento qualificante, oggetto di valutazione per l’accesso al finanziamento (vd, criterio di valutazione a.3).

 

PRESENTAZIONE DELLE PROPOSTE PROGETTUALI: TEMPI E MODALITA’

 

13.  Entro quale data il soggetto beneficiario (comune capoluogo o città metropolitana) può presentare la propria candidatura per l’Intervento I? E per l’accesso al finanziamento relativo agli Interventi II e III?

Risp. Le proposte progettuali per l’accesso all’intervento I sono presentate a partire dal 15 giugno 2019. La procedura a sportello, compatibilmente con la disponibilità delle risorse finanziarie, resta aperta fino al termine del 31 maggio 2020. I progetti sono valutati, ed eventualmente ammessi al finanziamento, in base all’ordine cronologico di presentazione.

Il passaggio dall’Intervento I all’Intervento II e, successivamente, all’Intervento III, presuppone una valutazione positiva, da parte del Comitato permanente, secondo i criteri indicati nel paragrafo 10 dell’Avviso, dei risultati conseguiti nell’intervento precedente e la presentazione di un’apposita istanza del beneficiario/proponente, da redigersi secondo il format che sarà reso disponibile sul sito istituzionale dal Dipartimento. Le finestre temporali all’interno delle quali sarà possibile presentare le istanze per l’ammissione agli Interventi II e III saranno individuate e rese pubbliche dal Dipartimento della funzione pubblica.

14. Laddove un comune abbia già predisposto uno studio di fattibilità con le caratteristiche previste dall’Avviso, può candidarsi direttamente agli interventi successivi?

Risp. No. Come indicato nel paragrafo 4, i soggetti beneficiari/proponenti presentano la domanda di ammissione al finanziamento e la relativa proposta progettuale a partire esclusivamente dall’Intervento I. Il passaggio dall’Intervento I all’Intervento II e, successivamente, all’Intervento III, presuppone una valutazione positiva, da parte del Comitato permanente, secondo i criteri di cui al paragrafo 10, dei risultati conseguiti nell’Intervento precedente.

15. La dichiarazione di intenti (Allegato n. 6 dell’Avviso) deve essere sottoscritta a pena di inammissibilità anche dal valutatore o dal soggetto investitore/finanziatore?

Risp. No, secondo quanto stabilito dal paragrafo 5 dell’Avviso, il partenariato deve essere composto almeno dal soggetto beneficiario/proponente (comune capoluogo o città metropolitana) e dal soggetto attuatore dell’intervento. Possono, inoltre, far parte del partenariato altri soggetti pubblici (regioni, altri comuni, università, enti di ricerca, ecc.) e soggetti del settore privato.
Il finanziatore (coinvolto già a partire dall’intervento I) deve sottoscrivere solo una dichiarazione di impegno a favore del soggetto attuatore (parte del partenariato sopra descritto) con il quale regolerà successivamente i rapporti interni.
Il valutatore, di regola, entra in gioco a partire dall’intervento II e deve essere individuato dal beneficiario/proponente secondo le ordinarie procedure di evidenza pubblica.

16. Il piano economico–finanziario (Allegato n. 5 dell’Avviso) deve fare riferimento all’intero progetto e, quindi, al suo ipotetico sviluppo anche negli Interventi II e III o solo alla fase di studio di fattibilità?

Risp. No, il piano economico-finanziario da presentare al momento della proposta progettuale riguarda solo l’Intervento I “Studio di fattibilità e pianificazione esecutiva”.

17. La proposta progettuale da presentare nella prima fase si riferisce all’Intervento I. Se è così, come deve essere intesa la richiesta, all’interno dell’Allegato 4 dell’Avviso (scheda progetto), punto 3.1, di descrivere il progetto fino all’Intervento III?

Risp. L’idea progettuale, da presentare nei tempi e nei modi previsti dall’Avviso per candidarsi al finanziamento nell’ambito dell’Intervento I, deve svilupparsi in dettaglio solo con riferimento a quegli aspetti che si riferiscono appunto all’Intervento I. Nel punto 3.1 dell’allegato 4 si fa riferimento alla “descrizione sintetica dell’idea progettuale e del suo sviluppo fino all’Intervento IIIal solo scopo di fornire al Dipartimento degli elementi di massima sull’ipotetico sviluppo, nel medio periodo, dell’idea progettuale con riferimento al Programma triennale di innovazione sociale così come disciplinato dal Dpcm 21 dicembre 2018.
Ciò è confermato anche dalla struttura della scheda progetto che entra nel dettaglio solo degli elementi di valutazione per l’accesso al finanziamento collegato all’Intervento I, nonché dal fatto che il piano economico-finanziario (Allegato n. 5) si riferisce unicamente all’Intervento I.

18. Il format per far partecipare i finanziatori/investitori privati non è presente tra gli allegati dell'Avviso. Deve essere costruito ad hoc dal soggetto attuatore e fatto firmare al legale rappresentante o delegato del soggetto finanziatore?

Risp. Si, per la dichiarazione di impegno non è previsto alcun format; quindi essa può essere redatta secondo le modalità ritenute più opportune dall’attuatore (cui deve essere necessariamente rivolta) o dal finanziatore che la deve sottoscrivere digitalmente (nella persona del legale rappresentante o soggetto munito di apposita delega). La dichiarazione di impegno deve in ogni caso contenere, come previsto dal paragrafo 9 dell’Avviso, l’impegno a collaborare nella definizione degli interventi I e II per valutare le condizioni di finanziabilità del progetto ai fini dell’intervento III, nonché la presa d’atto che il Fondo non finanzia gli oneri finanziari connessi all’operazione di investimento/finanziamento.

19. Il proponente (comune capoluogo/città metropolitana) che abbia già inviato la proposta progettuale può integrarne i contenuti con ulteriore documentazione?

Risp. Si, l’Avviso prevede una procedura a sportello e consente l’invio delle proposte, e di eventuali integrazioni, in tutto il periodo di apertura dello stesso, dal 15 giugno 2019 al 31 maggio 2020, compatibilmente con la disponibilità delle risorse finanziarie. Tuttavia, ove non espressamente richiesta dal DFP, l’eventuale integrazione documentale (che dovrà comunque pervenire prima della valutazione della proposta progettuale da parte del Comitato permanente di cui all’articolo 8 del DPCM 21 dicembre 2018) comporta la modifica dell’ordine di arrivo della domanda. Farà quindi fede la data di invio delle successive integrazioni.

 

IL SOGGETTO INVESTITORE O FINANZIATORE PRIVATO

 

20. La figura del soggetto attuatore e del finanziatore possono coincidere nello stesso soggetto? In altre parole, l’attuatore dell’intervento può autofinanziarsi?

Risp. No, nell’Avviso del DFP non esiste un espresso divieto. Tuttavia, la natura stessa dell’innovazione che si intende promuovere (vedi anche il richiamo operato dalla legge di bilancio istitutiva del Fondo ai modelli europei di social innovation) prevede la presenza necessaria di quattro soggetti come indicato nel paragrafo 1 dell’Avviso e nel Position paper. Anche i criteri di valutazione previsti per l’accesso al finanziamento per l’Intervento I sottolineano che il finanziatore deve avere specifiche caratteristiche che vanno ben oltre la mera disponibilità finanziaria (vedi criterio a.3 – “coerenza del profilo dell’investitore/finanziatore privato rispetto allo strumento di finanza prescelto”).
Si precisa, infatti, che il ruolo del finanziatore non può essere solo quello di garantire all'attuatore/fornitore dei servizi la disponibilità di risorse mediante strumenti finanziari tradizionali. L'intervento del finanziatore deve essere finalizzato a definire (negli interventi I e II) e ad applicare (nell'intervento III) strumenti di finanza sociale innovativi, quanto più in grado di favorire l'implementazione e la diffusione di modelli di gestione dei servizi orientati al PBR.

21. Esiste una soglia minima di finanziamento privato per poter accedere al Fondo per l’innovazione sociale?

Risp. No, non sono previste soglie minime. La percentuale di finanziamento privato dipende dalle specifiche esigenze di ciascun progetto e dagli obiettivi di scalabilità e replicabilità che si intendono perseguire. La coerenza fra gli obiettivi perseguiti e il livello di finanziamento privato è oggetto di uno specifico criterio di valutazione per l’accesso all’Intervento III (vedi criterio d.1 Valore percentuale del finanziamento privato rispetto al fabbisogno complessivo del progetto).
Restano, tuttavia fermi i limiti al contributo pubblico previsti da specifiche disposizioni normative. Si citano, a titolo di esempio, il limite del 49% del costo dell'investimento complessivo, comprensivo di eventuali oneri finanziari e la particolare allocazione dei rischi prevista dal d.lgs. 50/2016 per collocare un’operazione contrattuale nell’ambito del partenariato pubblico privato o della concessione dei servizi.

22. L'investitore o finanziatore privato, che accompagna l’attuatore, deve partecipare finanziariamente anche nei primi due interventi?

Risp. No, nei primi due interventi, ferma restando la necessaria presenza dell’investitore/finanziatore privato, non è necessariamente richiesta una partecipazione di tipo finanziario. Tuttavia, si ricorda che al momento della presentazione della candidatura per l’Intervento I, l’investitore o finanziatore deve aver già fornito al soggetto attuatore una dichiarazione di impegno (come esplicitato al paragrafo 9, lettera e dell’Avviso).

23. Al medesimo progetto possono contribuire più finanziatori?

Risp. Sì, il finanziamento dei progetti può essere sostenuto da uno o più investitori o finanziatori che si impegnano con il soggetto attuatore prima che questi sottoscriva il partenariato (par. 5 dell’Avviso). Si rammenta che la competenza e la capacità organizzativa dei partner, nonché la coerenza del profilo dell’investitore/finanziatore privato rispetto allo strumento di finanza prescelto, sono oggetto di valutazione per l’accesso all’Intervento I. La molteplicità di investitori/finanziatori, anche con differenti profili, potrebbe risultare funzionale allo strumento finanziario proposto.

24. Il comune può cofinanziare con fondi propri il progetto?

Risp. Si. L’Avviso non contiene alcuna disposizione preclusiva al riguardo. L’intervento può collocarsi anche nell’ambito di programmi innovativi già pianificati dall’amministrazione. Resta fermo che un eventuale cofinanziamento da parte del comune/città metropolitana non fa venir meno la necessaria presenza del soggetto investitore/finanziatore.

25. Dalla lettura dell’Avviso emerge che il soggetto finanziatore ha il ruolo di sviluppare strumenti di finanza sociale in vista dell'Intervento III. Può o deve co-finanziare parte di tale intervento?

Risp. Come precisato al paragrafo 5 dell’Avviso, la presenza del finanziatore privato è necessaria già dall’Intervento I, attraverso la sottoscrizione di una dichiarazione di impegno nei confronti del soggetto attuatore dell’intervento. Detta dichiarazione è funzionale al coinvolgimento del finanziatore allo scopo di sviluppare strumenti di finanza di impatto da definire già nello studio di fattibilità. Tali strumenti dovranno essere messi in campo almeno nell’intervento III. Infatti, tra i criteri di valutazione per l’ammissione all’Intervento III, un peso rilevante è assegnato alla “Capacità di coinvolgimento di investitori o finanziatori privati in grado di favorire la scalabilità e la replicabilità dell’intervento” (D), ed in particolare al “Valore percentuale del finanziamento privato rispetto al fabbisogno complessivo del progetto” (d.1).
Resta ferma la possibilità di ulteriori forme di finanziamento e/o co-finanziamento da parte di altri soggetti pubblici e/o privati.

 

IL SOGGETTO VALUTATORE

 

26. In quale momento e chi seleziona il valutatore?

Risp. Il valutatore deve essere selezionato dal comune/città metropolitana per accedere all’Intervento II. La selezione deve avvenire con idonea procedura che assicuri il rispetto dell’evidenza pubblica. Nelle proprie valutazioni il comune/città metropolitana tiene conto della diversa natura del soggetto da selezionare (persona fisica o persona giuridica) e della tipologia di incarico da affidare.

27. Il valutatore può essere scelto tra soggetti già coinvolti nel partenariato ai sensi di quanto previsto dal paragrafo 5, capoverso 5 dell’Avviso (ad esempio università o enti di ricerca)?

Risp. No. Il soggetto valutatore, che dovrà essere scelto dal beneficiario (comune capoluogo o città metropolitana) e che interviene a partire dall’Intervento II, non può aver svolto nessun altro ruolo all’interno del progetto.

 

SPESE AMMISSIBILI E RENDICONTAZIONE

 

28. In sede di rendicontazione il comune/città metropolitana può rendicontare anche le spese sostenute per il proprio personale, per la quota parte in cui è impegnato nell’attività del progetto?

Risp. Si. È possibile rendicontare le spese sostenute dal comune/città metropolitana nel rispetto di quanto previsto dal paragrafo 13 dell’Avviso.