DIRETTIVA DEL
MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA
SULLE MISURE
FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE
AMMINISTRAZIONI
A tutti i Ministeri
- Uffici di Gabinetto
-Uffici del personale,
dell’organizzazione e della formazione
Alle Aziende ed amministrazioni autonome
dello Stato
A tutti gli Enti pubblici non economici
Al Consiglio di Stato – Segretariato
Generale
Alla Corte dei Conti - Segretariato
Generale
All’Avvocatura generale dello Stato -
Segretariato Generale
Agli organismi di valutazione di cui al
d.lgs. 286/1999
Agli uffici centrali del bilancio
Alla Scuola Superiore della Pubblica
Amministrazione
Al Formez
All’A.R.A.N.
e, per conoscenza
A tutte le Regioni
A tutte le Province
A tutti i Comuni
Alla Presidenza della Repubblica –
Segretariato Generale
Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Segretariato Generale
All’A.N.C.I.
All’U.P.I.
All’U.N.C.E.M.
Alla Conferenza dei Rettori delle
università italiane
IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA
VISTA la legge 20 maggio 1970, n. 300, recante
“Norme sulla tutela della libertà e dignità del lavoratori, della libertà
sindacale e dell'attività sindacale nel luoghi di lavoro e norme sul
collocamento”;
VISTA la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante
“Disciplina dell’attività di governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri”;
VISTO il decreto legislativo 19 settembre 1994,
n. 626, recante “Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE,
89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 97/42/CE
e 1999/38/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei
lavoratori durante il lavoro”;
VISTO il decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche”;
VISTA la direttiva del Ministro per la Funzione
Pubblica 13 dicembre 2001, , recante “Formazione e valorizzazione del personale
delle pubbliche amministrazioni”;
VISTA la direttiva del Ministro per la funzione
pubblica 7 febbraio 2002 sulle attività di comunicazione delle pubbliche
amministrazioni;
VISTO il decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri 29 novembre 2002, recante “Delega di funzioni del Presidente del
Consiglio dei Ministri in materia di funzione pubblica al Ministro senza
portafoglio avv. Luigi Mazzella”;
EMANA LA SEGUENTE
DIRETTIVA
1. PREMESSA
Il Dipartimento della Funzione Pubblica intende
sostenere la capacità delle amministrazioni pubbliche di attivarsi, oltre che
per raggiungere obbiettivi di efficacia e di produttività, anche per realizzare
e mantenere il benessere fisico e psicologico delle persone, attraverso la
costruzione di ambienti e relazioni di lavoro che contribuiscano al
miglioramento della qualità della vita dei lavoratori e delle prestazioni.
Il Dipartimento ritiene, infatti, che, per lo sviluppo e
l’efficienza delle amministrazioni, le condizioni emotive dell’ambiente in cui
si lavora, la sussistenza di un clima organizzativo che stimoli la creatività e
l’apprendimento, l’ergonomia - oltre che la sicurezza - degli ambienti di
lavoro, costituiscano elementi di fondamentale importanza ai fini dello
sviluppo e dell’efficienza delle Amministrazioni pubbliche
Per migliorare le prestazioni e gli effetti
delle politiche pubbliche, è importante offrire agli operatori la possibilità
di lavorare in contesti organizzativi che favoriscono gli scambi, la
trasparenza e la visibilità dei risultati del lavoro, in ambienti dove esiste
un’adeguata attenzione agli spazi
architettonici, ai rapporti tra le persone e allo sviluppo professionale.
Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha
collocato tra le priorità di cambiamento da sostenere nelle amministrazioni
pubbliche, quella di creare specifiche condizioni che possano incidere sul miglioramento
del sistema sociale interno, delle relazioni interpersonali e, in generale,
della cultura organizzativa.
Il Dipartimento intende così segnalare
all’attenzione delle amministrazioni pubbliche
un aspetto rilevante per lo sviluppo delle motivazioni al lavoro spesso
trascurato nella tradizionale gestione del personale nelle amministrazioni
pubbliche. Si tratta, quindi, di rendere le amministrazioni pubbliche datori di
lavoro esemplari attraverso una rinnovata attenzione ad aspetti non monetari del
rapporto di lavoro, consentendo l’avvio di modelli gestionali delle risorse
umane diretti a favorire il miglioramento degli ambienti di lavoro, l’aumento
dei livelli di produttività, nel contesto delle relazioni sindacali.
2. FINALITÀ
DELLA DIRETTIVA
Con
questa direttiva il Dipartimento della Funzione Pubblica, in linea con la
volontà del Governo di attuare un radicale processo di cambiamento della
pubblica amministrazione, pone l’attenzione sulla gestione delle risorse
umane, dando contenuto a quanto previsto dal decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165 e, in particolare, all’art. 7. La direttiva individua:
a.
le
motivazioni per l’adozione di misure finalizzate ad accrescere il benessere
organizzativo;
b.
le
indicazioni da seguire per accrescere il benessere organizzativo;
3. LE MOTIVAZIONI PER L’ADOZIONE DI MISURE
FINALIZZATE AD ACCRESCERE IL BENESSERE ORGANIZZATIVO
Questa direttiva nasce
anche dalla necessità di valutare l’impatto organizzativo delle riforme
legislative degli ultimi anni e delle trasformazioni legate all’utilizzo delle
nuove tecnologie sul personale delle amministrazioni pubbliche e di
responsabilizzare la dirigenza sulla efficace
gestione delle risorse umane.
Le amministrazioni sono invitate, adottando
le opportune forme di relazioni sindacali, a valutare e migliorare il benessere
all’interno della propria organizzazione rilevando le opinioni dei dipendenti
sulle dimensioni che determinano la qualità della vita e delle relazioni nei
luoghi di lavoro e realizzando opportune misure di miglioramento per:
-
valorizzare le risorse umane, aumentare la
motivazione dei collaboratori, migliorare i rapporti tra dirigenti e operatori,
accrescere il senso di appartenenza e di soddisfazione dei lavoratori per la
propria amministrazione;
-
rendere attrattive le amministrazioni pubbliche
per i talenti migliori;
-
migliorare l’immagine interna ed esterna e la
qualità complessiva dei servizi forniti dall’amministrazione;
- diffondere la cultura della partecipazione, quale presupposto dell’orientamento al risultato, al posto della cultura dell’adempimento;
- realizzare sistemi di comunicazione interna;
- prevenire i rischi psico-sociali di cui al decreto legislativo
N.626/94.
Il Dipartimento della funzione pubblica intende richiamare
l’attenzione dei comitati di settore affinché, negli atti di indirizzo per la
stipula dei contratti collettivi del personale delle aree dirigenziali, venga
richiamato con particolare evidenza lo specifico impegno di tutti ad
assicurare, negli ambiti di propria competenza e secondo le linee sopra
indicate, adeguati livelli di benessere organizzativo, e ciò in diretta
correlazione funzionale con gli obiettivi ed i risultati dell’azione
dirigenziale
4. LE INDICAZIONI DA SEGUIRE PER ACCRESCERE IL BENESSERE ORGANIZZATIVO
I. L’attenzione al benessere organizzativo come elemento di cambiamento culturale
In tutte le amministrazioni pubbliche la complessità dei problemi
da affrontare è in aumento. L’insoddisfazione per
gli strumenti tradizionali di gestione del personale è evidente e crescono le
esigenze di individuare nuove politiche di sviluppo e di intervento.
In un sistema ad alta intensità di lavoro intellettuale, la
convivenza organizzativa non può svolgersi soltanto sotto la dimensione del
governo gerarchico e delle scansioni procedurali: una variabile altrettanto
fondamentale è rappresentata dal sentire individuale e dalle relazioni
informali tra le persone che interagiscono nello stesso ambiente di lavoro.
II. L’attenzione alle variabili critiche
Per assicurare il benessere organizzativo le amministrazioni
devono prestare attenzione alle seguenti variabili:
a. Caratteristiche dell’ambiente nel quale
il lavoro si svolge
L’amministrazione
allestisce un ambiente di lavoro
salubre, confortevole e accogliente.
b. Chiarezza degli obiettivi organizzativi
e coerenza tra enunciati e pratiche organizzative
L’amministrazione definisce
obiettivi espliciti e chiari ed assicura coerenza tra enunciati e prassi operative.
c. Riconoscimento
e valorizzazione delle competenze
L’amministrazione riconosce e
valorizza le competenze e gli apporti dei dipendenti e stimola nuove
potenzialità, assicurando adeguata varietà dei compiti ed autonomia nella
definizione dei ruoli organizzativi nonché pianificando adeguati
interventi di formazione.
d. Comunicazione
intraorganizzativa circolare
L’amministrazione ascolta
le istanze dei dipendenti e stimola il senso di utilità sociale del loro
lavoro.
e. Circolazione
delle informazioni
L’amministrazione mette a disposizione
dei dipendenti le informazioni pertinenti il loro lavoro
f. Prevenzione
degli infortuni e dei rischi professionali
L’amministrazione adotta
tutte le azioni per prevenire gli infortuni e i rischi professionali
g. Clima
relazionale franco e collaborativo
L’amministrazione stimola un
ambiente relazionale franco, comunicativo e collaborativo
h. Scorrevolezza
operativa e supporto verso gli obiettivi
L’amministrazione assicura la
scorrevolezza operativa e la rapidità di decisione e supporta l’azione verso gli obiettivi
i. Giustizia
organizzativa
L’amministrazione assicura,
nel rispetto dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, equità di
trattamento a livello retributivo, di assegnazione di responsabilità, di
promozione del personale e di attribuzione dei carichi di lavoro
l. Apertura all’innovazione
L’amministrazione è aperta
all’ambiente esterno e all’innovazione tecnologica e culturale
m. Stress
L’amministrazione tiene sotto
controllo i livelli percepiti di fatica fisica e mentale nonché di stress
n. Conflittualità
L’amministrazione gestisce
l’eventuale presenza di situazioni conflittuali manifeste o implicite
III. Il processo per la rilevazione e il miglioramento del
benessere organizzativo
Per
accrescere il benessere organizzativo le amministrazioni devono seguire
processo articolato nelle seguenti fasi:
a. individuazione dei ruoli nel
processo di rilevazione e miglioramento del benessere
b. definizione della procedura
di rilevazione e d’intervento
c. predisposizione degli
strumenti di rilevazione
d. raccolta dei dati
e. elaborazione dei dati
f. restituzione dei risultati
g. definizione del piano di
miglioramento
h. monitoraggio e verifica del
piano di miglioramento.
IV. Contenuti
e strumenti del piano di miglioramento
Sulla base delle rilevazioni condotte, le amministrazioni, sentite
le organizzazioni sindacali, devono adottare un piano di miglioramento del
benessere organizzativo che può riguardare uno o più dei seguenti aspetti:
a. struttura e ruoli organizzativi
b. innovazione tecnologica
c. processi organizzativi
d. cultura organizzativa
e. politiche di gestione e sviluppo delle risorse umane
f. comunicazione interna e esterna
g. modifica di norme e procedure
5. STRUMENTI PER L’ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA
Per aiutare operativamente le amministrazioni a pianificare, condurre ed utilizzare efficacemente le rilevazioni di benessere organizzativo in attuazione di questa direttiva il Dipartimento della Funzione Pubblica ha realizzato il manuale operativo Benessere organizzativo, Per migliorare la qualità del lavoro nelle amministrazioni pubbliche (collana Analisi e strumenti per l’innovazione, del Dipartimento della funzione pubblica). Il Manuale può essere acquisito dalle amministrazioni interessate secondo le modalità indicate sul sito www.funzionepubblica.it.
Il Dipartimento della funzione pubblica
dedicherà apposite riunioni dei direttori generali del personale delle
amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici non economici a queste
tematiche e promuoverà il confronto con le Organizzazioni Sindacali per
favorire l’attuazione di questa direttiva nel più ampio contesto delle
politiche di gestione delle risorse umane, anche attraverso idonei strumenti di
monitoraggio.
IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA