Il 22 giugno 2009 si è tenuto a Palazzo Vidoni un convegno sui
primi risultati presentati dalla Commissione sull'assenteismo,
basati su rilevazioni campionarie effettuate mensilmente dall'Istat
a partire dal giugno dello scorso anno. La Commissione è stata
istituita dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e
l'Innovazione con il duplice scopo di approfondire le cause
del fenomeno e valutare l'efficacia delle misure di contrasto
approvate dal Parlamento e dal Governo lo scorso anno (legge
133/08).
La necessità di studiare e combattere l'assenteismo deriva dal
fatto che questo fenomeno provoca un peggioramento della qualità
dei servizi resi, riduce la produttività, fa aumentare i costi
della P.A., svilisce l'immagine dell'amministrazione e di quanti
lavorano con attaccamento e fedeltà.
Il primo dato che emerge è che l'assenteismo nella P.A. non ha
barriere geografiche, si presenta con intensità simili
indipendentemente dalla dimensione dell'amministrazione ed è
presente in modo pressoché identico tanto nelle amministrazioni
centrali che in quelle locali.
Da un'analisi più approfondita si può comunque osservare come
l'assenteismo si riduca con l'aumentare del livello di istruzione e
della qualifica professionale del lavoratore, aumenti con l'età,
sia più diffuso nel Centro Italia e appaia collegato alla
situazione familiare del lavoratore (è più frequente tra le donne
con figli o anziani a carico). Al tempo stesso appare evidente come
i provvedimenti introdotti dalla legge 133/08 abbiano portato a un
calo sensibile del fenomeno tra la fine del 2008 e l'inizio del
2009.
La Commissione ha inoltre operato un confronto con il settore
privato per capire se e come l'intervento nel settore pubblico
abbia avuto effetti di moralizzazione sull'intero sistema. A tal
fine sono stati messi a confronto i casi di un'impresa privata del
nord, la Fidelitas SpA e un ente previdenziale pubblico, INPS.
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