#TerzoTempo per l’attuazione della riforma PA

08 Maggio 2017

Dopo una fase di consultazione pubblica sulle linee guida – che ha visto circa 40.000 mail e commenti da parte dei cittadini – e l’approvazione della legge delega e dei relativi decreti, la riforma della Pubblica amministrazione entra nella terza fase, quella dell’attuazione.
Con l’attivazione del Registro trasparenza - realizzato in collaborazione con il ministero dello Sviluppo Economico per consentire ai soggetti privati organizzati di registrarsi per poter chiedere un incontro con la ministra Madia e il sottosegretario Rughetti - parte #TerzoTempo, la campagna di ascolto e confronto delle realtà associative, i corpi intermedi, le imprese e tutti i soggetti organizzati che quotidianamente interagiscono con la Pubblica amministrazione.

#TerzoTempo consente di far conoscere meglio le potenzialità della riforma PA e i nuovi diritti, ma servirà anzitutto a raccogliere osservazioni sugli effetti che norme come quelle su trasparenza e diritto di sapere, sulla conferenza dei servizi, sul lavoro pubblico, i moduli unici per le attività commerciali ed edilizie, i progetti di digitalizzazione come SPID, la riforma delle partecipate stanno producendo sui territori e gli eventuali ritardi o difficoltà.

“Per sapere quanto e come sta funzionando la riforma della Pubblica amministrazione, in tutti i suoi aspetti, abbiamo bisogno, in modo trasparente, con il Registro e l'Agenda pubblica, di fare incontri che permettano di monitorare il percorso con umiltà, cambiando le cose che ancora non funzionano"– ha dichiarato la ministra Madia, incontrando con il ministro Carlo Calenda le associazioni durante l'Open Goverment Forum a palazzo Vidoni -  “Perché la riforma PA non termina con la fine dell’iter legislativo: le norme devono essere messe a terra, monitorate e curate nell’implementazione".

Gli incontri verranno resi pubblici mensilmente nella sezione Agenda trasparente del sito del Dipartimento della funzione pubblica. “La logica della trasparenza – ha sottolineato la ministra - è un dovere per chi amministra”.