L'Arena - Maurizio Battista

Pugno duro con i furbetti assenteisti. Nei Comuni sblocco delle assunzioni

28 Febbraio 2016

Presto i Comuni potranno assumere, in particolare nuovi agenti di polizia locale, e inoltre a breve partirà l’operazione di disboscamento delle municipalizzate inutili, improduttive, che generano sprechi, sottopotere e indennità che non portano alcun beneficio. E poi, procedure più snelle per i procedimenti disciplinari per colpire i furbetti della pubblica amministrazione.
Lo anticipa Marianna Madia, ministro per la Funzione Pubblica, classe 1980, che sarà domani, lunedì a Verona e provincia per una serie di incontri con gli enti locali e in questa intervista fa il punto sulle novità più immediate contenute nei decreti predisposti per la riforma della Pubblica amministrazione.
«Dopo aver approvato una prima parte di decreti che hanno riformato non solo il pubblico impiego ma tutta la pubblica amministrazione per dare ai cittadini e alle imprese la certezza delle regole, ora stiamo procedendo con altri decreti più rivolti all’interno della pubblica amministrazione. La nostra sarà la riforma delle riforme».

In che senso, ministro?
Andiamo a togliere ostacoli burocratici ne avranno benefici tutti i settori, per esempio ai tempi della giustizia o alla riforma della sanità.

A cominciare dai furbetti: ma davvero gli assenteisti, nei casi più gravi, potranno essere licenziati in 48 ore? Però poi spesso accade che i procedimenti disciplinari si perdono nel tempo...
I lavoratori pubblici sono il motore del sistema della pubblica amministrazione e sono convinta che la maggior parte di loro lavori con onestà dedizione e competenza. Per questo dobbiamo essere molto duri con chi sbaglia, perché penalizza i cittadini e anche i colleghi. Il primo decreto già approvato consente l’allontanamento entro 48 ore senza stipendio del lavoratore che attesta in modo falso la propria presenza. Ma nel decreto sul Testo unico del pubblico impiego saranno riformati i disciplinari per far sì che questi procedimenti abbiano con certezza un esito, perché oggi l’eccesso di burocrazia spesso ne blocca la conclusione.

Altro capitolo in primo piano: la qualità dei servizi pubblici e in particolare la proliferazione delle aziende o società municipalizzate con una enorme proliferazione di poltrone e costi: arriva o no una sforbiciata?
Abbiamo approvato due decreti sulle partecipate e i servizi pubblici locali. Oggi non abbiamo una fotografia certa delle partecipate perché i dati di Istat, Corte dei Conti e Ragioneria dello Stato sono diversi. Con la nostra manovra contiamo di chiudere sicuramente almeno 3.500 partecipate.

E come? Con quali criteri di selezione?
Devono essere società efficienti e senza sprechi. Dovranno chiudere quelle inattive, che non hanno emesso alcuna fattura negli ultimi anni, che sono molto piccole cioè con fatturati inferiori al milione di euro l’anno, che magari hanno più amministratori che dipendenti, o che sono gestite male perché hanno chiuso in rosso 4 esercizi di bilancio su 5. E poi non devono esserci doppioni all’interno dello stesso comune o aziende municipalizzate che fanno i prosciutti o il caciocavallo: queste società devono dare servizi generali pubblici, i salumi e i formaggi li lasciamo al mercato.

E chi liquida queste aziende?
Deve farlo l’ente locale, perché noi individuiamo tempi certi e criteri precisi. Se l’ente non provvederà entro un certo limite di tempo, procederà il Ministero dell’Economia.

Quando scatterà il provvedimento?
Il decreto è stato approvato in Consiglio dei ministri e ora stiamo raccogliendo i pareri della Conferenza unificata Stato Regioni, del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari. Tra un paio di mesi lo porteremo all’approvazione definitiva. I risparmi saranno evidenti, il meccanismo della liquidazione è certo ed eviteremo anche che in futuro si possano ricostituire situazioni di questo genere.

Altro tasto dolente per molti Comuni del Veronese, a partire dalla città: il blocco delle assunzioni. Si chiede di poter assumere almeno gli agenti di polizia locale per contrastare la sicurezza. Ci sono speranze?
Siamo al corrente di queste necessità, anche per Verona e altri Comuni della provincia e posso dire che lo sblocco delle assunzioni è imminente. Il blocco è stato funzionale al superamento delle vecchie Province: abbiamo dovuto ricollocare circa 20 mila dipendenti sul territorio nazionale. Non appena si completerà il ricollocamento, e il Veneto ormai lo ha concluso, si sbloccheranno le assunzioni e in particolare quelle per la polizia locale. Manca poco.

Ma anche negli uffici giudiziari ci sono carenze di personale: il carico arretrato è enorme.
Abbiamo rinforzato, con il personale che lavorava nelle Province, anche gli uffici giudiziari, collocando molto personale nelle cancellerie in accordo con il ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando si sta già riducendo significativamente lo stock di arretrato  e contiamo che un impulso ulteriore e decisivo possa arrivare dal processo civile telematico.