Il Messaggero - Andrea Bassi

Statali, assunti 50.000 precari

23 Novembre 2017

L’assunzione di 50 mila precari della pubblica amministrazione potrà partire subito. Dal prossimo gennaio ministeri, regioni, ospedali e, novità rilevante dell’ultima ora, enti di ricerca, potranno dare il via alle stabilizzazioni. Questa mattina il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, firmerà la circolare, che il Messaggero ha potuto leggere in anteprima, e che renderà operative le norme inserite nella riforma del pubblico impiego con le quali il governo ha aperto le porte delle amministrazioni a chi, con quelle stesse amministrazioni, da tempo lavora anche se con contratti a tempo determinato di varia natura. La stabilizzazione avrà maglie larghe.

Gli ingressi
Nei ranghi della Pa si potrà entrare in due modi. Il primo è l’assunzione diretta. Chi ha lavorato per almeno tre anni, anche non consecutivi, nella macchina dello Stato ed è entrato in una selezione pubblica, si vedrà convertito il suo rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Non ha importanza se ha lavorato con diverse forme di contratto, magari prima una collaborazione coordinata e poi un tempo determinato. L’unica discriminante è che abbia fatto almeno una selezione pubblica. Chi invece, non ha sostenuto nessun concorso, dovrà necessariamente passare per la selezione. La circolare, e questa è un’altra novità, dice che le amministrazioni potranno assumere e bandire i concorsi senza aspettare prima la “mappatura” dei fabbisogni prevista dalla riforma del pubblico impiego e che avrebbe fatto slittare in avanti le assunzioni dei precari. Non solo. Se le amministrazioni dichiareranno la volontà di effettuare le stabilizzazioni, i contratti a termine in scadenza a fine anno (e sono molti) saranno prorogati in attesa delle assunzioni. Anche i soldi non saranno un problema. La circolare dice che, in deroga alle regole, potranno essere usati i criteri della spesa storica. Significa che se spendo 100 per i contratti precari, potrò usare quegli stessi 100 per le assunzioni a tempo indeterminato. Nella stabilizzazione, ovviamente, non rientreranno gli uffici di diretta collaborazione, i posti cioè, legati alla politica.

Le altre novità
Una delle novità rilevanti, però, riguarda i ricercatori, una categoria sulla quale il ministro Madia ha voluto porre un’attenzione in più. La stabilizzazione sarà la più ampia possibile e, spiega la circolare, comprenderà anche i cosiddetti “assegnisti”, coloro cioè che lavorano negli enti attraverso gli assegni di ricerca spesso finanziati con fondi europei. Per risolvere il problema delle risorse e dare una certezza alla stabilizzazione, lo stesso ministro si starebbe spendendo con il ministero dell’Economia per inserire nella legge di bilancio le risorse necessarie a consentire le assunzioni. Secondo le stime la misura consentirà l’ingresso in pianta stabile di 1500 ricercatori circa, mille dei quali nel solo Cnr. Ricercatori compresi, secondo le elaborazioni sui dati dell’Aran, fermi alla fine del 2015, sarebbero 41.000 i precari che hanno maturato i tre anni di anzianità che danno diritto alla stabilizzazione. A questi ne andrebbero aggiunti altri 9 mila circa che hanno maturato i requisiti nel 2016 e nel 2017, per un totale di 50 mila.
La maggior parte, oltre 17 mila, sono nelle Regioni e negli enti locali, mentre altri 11 mila sono nel servizio sanitario nazionale, tra i quali anche 3 mila medici.