Il Sole 24 Ore - Marco Rogari

Piano anti burocrazia con task force e corsia preferenziale per l'energia

16 febbraio 2020

Accelerazione «a breve termine» di un numero mirato di procedure burocratiche di maggior impatto per la vita di imprese e cittadini. Velocizzazione e verifica del funzionamento dello strumento della Conferenza dei servizi e di quello del "silenzio-assenso". Rapida introduzione di una Commissione Via speciale (Valutazione impatto ambientale) per le energie rinnovabili. Incentivi reputazionali ai dirigenti pubblici per "valorizzare" il lavoro finalizzato alla riduzione dei tempi della macchina burocratica. E lotta al "burocratese" anche sulla base delle esperienze del passato (come quelle promosse a suo tempo dai ministri Sabino Cassese, Franco Bassanini e Franco Frattini). Non poggia solo sui testi unici non compilativi per materia ("Codici") il pacchetto di proposte messo a punto dalla ministra della Pa, Fabiana Dadone, anche su input del premier Giuseppe Conte. Che dovrebbe essere condensato in un'Agenda per la semplificazione del Governo, da condividere con tutti i ministeri, Regioni ed enti locali, e da adottare in Consiglio dei ministri già in aprile. In realtà si era già parlato di un decreto semplificazioni da varare entro febbraio, che ora con la nuova tabella di marcia potrebbe essere posticipato di qualche settimana. Il pacchetto-Dadone è stato presentato venerdì sera alla maggioranza nel corso del tavolo a Palazzo Chigi su semplificazioni e fisco. L'obiettivo non troppo nascosto è di dare un contributo decisivo per sbloccare gli investimenti, liberare risorse per la crescita e dare certezza ai diritti delle persone. Anche se i precedenti non sono molto incoraggianti. Quella delle semplificazioni tentate e mai realizzate (almeno fino in fondo) è una sorta di telenovela che va avanti fin dagli anni '90. Il Governo Conte-2, comunque, ci crede molto. Tanto è vero che il piano, almeno nella sua attuale versione, proprio per favorire il lavoro di squadra prevede l'istituzione di un Comitato dei ministri per la semplificazione e la qualità della regolazione. 
Il primo aggancio legislativo è rappresentato dalla delega per le semplificazioni già da tempo all'esame del Parlamento. Ma l'esecutivo appare intenzionato a ricorrere anche a provvedimenti urgenti già nelle prossime settimane con cui rendere immediatamente operative le "azioni rapide" del pacchetto, che dovrebbero riguardare quattro settori: Fisco, con la riforma che sarà presentata ad aprile con un Ddl delega; Green economy ed economia circolare, con alcuni interventi ai quali il dicastero della Pa sta lavorando in sinergia con Mise e Ambiente, a partire dalla Via speciale per le rinnovabili e dalla liberalizzazione dei punti di ricarica dei veicoli elettrici. E ancora: "rigenerazione urbana", dove il lavoro di sburocratizzazione dovrebbe essere sviluppato in collaborazione con Mit e MiBact, e "persone in condizione di vulnerabilità". Su quest'ultimo fronte è stata già avviata un'istruttoria con il contributo del ministero della Salute per congegnare misure di semplificazione in favore dei malati cronici chiamati ad assumere per molti anni gli stessi farmaci. Come è noto, un altro terreno su cui l'esecutivo cercherà di accelerare è quello della digitalizzazione della Pa anche con l'obiettivo di favorire la diffusione di servizi online per ridurre il "peso burocratico" a carico di cittadini e imprese. Un carico che dovrà essere realmente quantificato, in termini di "costì" veri e propri, dalle singole amministrazioni. Il bilancio degli oneri attualmente esistente (con la compensazione tra l'eliminazione di vecchi costi in presenza dell'introduzione di nuovi) non ha mai funzionato. Ed anche per questo motivo che al ministero della Pa si stanno valutando alcuni correttivi ad hoc per potenziare questo strumento. Altre novità potrebbero arrivare sul versante della lotta al burocratese. Una battaglia cominciata quasi trent'anni fa che però non ha fin qui prodotto risultati visibili. La chiarezza di moduli, bandi, comunicati e atti rivolti ai cittadini è considerata una priorità dall'esecutivo, che potrebbe anche rimodellare e rafforzare alcune delle iniziative adottate in passato. La sburocratizzazione dovrà marciare, almeno nelle intenzioni di Palazzo Chigi, in parallelo con il processo di delegificazione da rendere operativo entro il 2023 con i Codici di settore, su cui punta molto il premier.