Il Sole 24 Ore - Marianna Madia

Un nuovo ruolo per i dirigenti dei nostri comuni

09 Maggio 2014

Caro direttore,
credo che la lettera aperta dei segretari comunali, da voi pubblicata in parte, colga bene lo spirito della consultazione pubblica sulla riforma della pubblica amministrazione che, con Matteo Renzi, abbiamo aperto attraverso l’account rivoluzione@governo.it. A oggi, a questo indirizzo, sono giunte circa 10.000 mail da dipendenti pubblici, attori sociali e cittadini; un numero che testimonia la voglia diffusa di riformare la PA, anche radicalmente, nelle cose che non funzionano. La maggior parte delle mail hanno uno spirito positivo e collaborativo, esattamente come la lettera dei segretari comunali. La consultazione non è un atto formale, ma rappresenta la necessità di migliorare le cose con il contributo di tutti i protagonisti del mondo della PA.
Nel merito, vorrei dire ai segretari comunali che la loro professionalità è certamente fuori discussione, soprattutto per i giovani e per coloro che sono stati selezionati con le regole attualmente vigenti. Ciò che vogliamo discutere, con loro e con i cittadini, è l’idea di una ristrutturazione del sistema di reclutamento e della carriera della dirigenza, anche nelle amministrazioni locali, che deve coinvolgere tutte le figure dirigenziali, ivi compresa quella dei segretari comunali.
Il progetto di riforma della PA deve guardare all’efficacia e al buon funzionamento del sistema nel suo complesso, evitando sempre approcci aprioristici di mera conservazione dell’esistente. Quindi ragioniamo concretamente di cosa serve, di reclutamento, ruoli e funzioni di tutta la dirigenza, anche nei comuni e nelle regioni.
In primo luogo crediamo necessario riflettere, anche insieme alle regioni e agli enti locali, sul modello del ruolo unico per la dirigenza dell’amministrazione locale, che possa coinvolgere le professionalità che oggi svolgono le funzioni di segretario comunale; senza dover mantenere steccati e barriere di differenziazione che a oggi sussistono, risolvendo finalmente l’annosa questione del dualismo nel vertice apicale dell’ente.
In questo senso, segnalo con particolare piacere l’approccio costruttivo e gli esiti propositivi emersi dal primo tavolo di confronto tecnico con Anci, Upi e Conferenza delle regioni, al quale auspichiamo segua un positivo esito politico.
In secondo luogo siamo comunque consci che esiste una non trascurabile differenza del ruolo svolto da un segretario comunale, a seconda che operi in un piccolo o in un grande comune. Nel primo caso, infatti, è indubbio che questa figura possa spesso garantire una professionalità determinante per il buon andamento dell’amministrazione, svolgendo di fatto una funzione di direzione degli uffici e dei servizi. Anche per questo l’orizzonte al quale guardare è certamente quello di un rafforzamento della gestione associata, attraverso un forte potenziamento delle esperienze delle unioni comunali.
Per questa ragione, pur nell’ambito di un superamento dello status quo, siamo disponibili a ragionare assieme di soluzioni differenziate, anche in relazione alla dimensione del comune. Semplificare e razionalizzare la dirigenza pubblica è un obiettivo prioritario che va realizzato con il coinvolgimento di tutte le dirigenze, inclusi gli attuali segretari comunali.

Marianna Madia