FORTUNE ITA . COM - Caterina D’Ambrosio

La nuova PA tra semplificazione e smart working

7 novembre 2019

NON LASCIATEVI INGANNARE dallo sguardo mite, perché lei, il ministro Fabiana Dadone, titolare del ministero della Pubblica Amministrazione, mite non lo è affatto. È risoluta, determinata e da brava piemontese non si perde in chiacchiere e va subito al sodo. Avvocato, 35 anni, gli ultimi sei passati a Roma ad occuparsi di Affari Costituzionali, legge elettorale e fenomeni mafiosi. “Volevo far parte di Medici senza Frontiere – ci racconta – poi in qualche modo la vita decide per te. Non sono mai stata una persona che segue programmi precisi, in effetti”. Eppure il suo percorso non sembra essere solo il frutto del caso. “Sono contenta di quello che faccio, anche se non pensavo mi sarei occupata di Pubblica Amministrazione, ma per chi come me ama studiare imparare è facile. Sono una che si appassiona”.

E di passione ce ne vuole tanta per mettere mano all’enorme e complessa macchina dello Stato. Cominciamo dalle buone notizie.
Una buona notizia in effetti c’è già e riguarda il rinnovo del contratto 2019-2021 per il quale in manovra sono stati previsti quasi 3,2 mld euro per gli oltre 3,5 milioni di dipendenti pubblici. Un risultato per nulla scontato e che, stando alle previsioni, ci consente di recuperare il 3,5% di potere d’acquisto con aumenti medi di circa 96 euro in busta paga. Una risposta concreta alla necessità di valorizzare chi lavora per lo Stato, in modo da introdurre e rafforzare quelle innovazioni e buone pratiche che ci consentiranno, come promesso, di offrire a cittadini e imprese una pubblica amministrazione amica, snella, efficiente, sempre più al passo con i tempi e rispondente alle esigenze di rilancio del sistema Paese.

Nota dolente, la digitalizzazione. Necessaria più che mai a questo punto.
Sicuramente è una scommessa enorme, c’è un tema di divario digitale che è assolutamente da affrontare e superare; dall’altro lato la formazione del personale all’interno della pubblica amministrazione e di coloro che devono subentrare. Uno scenario che va di pari passo con la semplificazione sulla quale stiamo già investendo. Lo slogan “la P.a. in uno smartphone” deve diventare un obiettivo, uno strumento attraverso il quale i dipendenti pubblici possano misurare il loro know how e di accedere a corsi online, altrimenti rimane un guscio vuoto.

Le riforme non sono più rinviabili
Credo sia sbagliato far piombare delle riforme dall’alto sulle persone che poi si trovano a doverle attuare tutti i giorni. In prima battuta ho audito al Ministero i rappresentanti dei comuni e le rappresentanze sindacali per cercare di capire da loro quali sono le priorità su cui deve intervenire il ministero. In questo modo è possibile tracciare un percorso comune, lavorare insieme sulle priorità che necessitano di risposte per lo svolgimento del loro lavoro.

I ‘furbetti del cartellino’ sono un tema annoso. Quando metteremo la parola fine?
Credo che sia necessario essere molto severi con chi sbaglia, ma bisogna essere anche giusti. Nella pubblica amministrazione ci sono tantissime persone che lavorano seriamente ogni giorno e che dobbiamo valorizzare in modo che possano sentirsi fieri di lavorare per lo Stato. I sistemi di videosorveglianza forse non sono la soluzione migliore, però è un discorso che va unito alla valutazione delle performance.Non è sufficiente che il dipendente entri in orario e si sieda alla sua scrivania, il mio lavoro è capire cosa fa effettivamente. La videosorveglianza ci consentirà, inoltre, di risparmiare circa 20 mln di euro sui controlli antiassenteismo. Ovviamente, una valutazione della quale dobbiamo tenere conto è quella del Garante della Privacy.

Imprese e cittadini e una pubblica amministrazione con servizi spesso carenti. Come pensate di accorciare le distanze?
La pubblica amministrazione deve facilitare il lavoro delle imprese. Penso ad esempio alla comunicazione della documentazione. Spesso mi viene detto che l’amministrazione chiede più volte l’invio dello stesso documento. Non è pensabile, fa perdere tempo agli imprenditori e allo Stato. Lo stesso succede ai cittadini. Bisogna puntare a una semplificazione decisa. Lavorerò in sinergia con il ministro Paola Pisano che occupandosi di tutta la parte di digitalizzazione e innovazione, non solo per la P.a. ma in generale nel settore delle imprese, può dare un enorme contributo. E questo non può che ricadere in maniera positiva sui servizi ai cittadini.

Si parla sempre più spesso di smart working, lavoro agile. Siamo pronti a questa sfida?
Bisogna essere pronti, non si può più rimandare. Già oggi, un’impresa privata su due applica al suo interno la pratica dello smart working. Lo hanno messo in atto anche la Presidenza del Consiglio, il Mef e l’Inps dove sono stati avviati esperimenti in questo senso. È una realtà che esiste già, sicuramente va connessa a un discorso di digitalizzazione di tutte le aree di Italia, una vera e propria riabitazione delle aree interne, la rivitalizzazione di piccoli comuni polvere che non riescono ad essere abitati proprio perché distanti da punti di collegamento. Far sentire il lavoratore parte di un unico sistema, anche se fisicamente lontano, è un traguardo che unisce due obiettivi: creare lavoro e riportare a nuova vita anche piccole realtà. Bisogna essere coraggiosi.

Avremo finalmente un’amministrazione green e sostenibile?
Deve essere green! Non si può chiederlo ai cittadini e non esserlo all’interno dell’amministrazione. Quando sono arrivata, la prima cosa che ho chiesto di fare è stata quella di abolire la ‘mazzetta’ dei giornali del mattino. Abbiamo un’efficiente rassegna stampa on line che rende del tutto inutile, anzi dannoso, il consumo di carta. Così come stiamo procedendo per l’eliminazione delle bottiglie di plastica per la quale ho chiesto una collaborazione al Ministero dell’Ambiente che già la applica. Spero che a cascata arrivi, in modo capillare, a tutte le amministrazioni. Non possiamo chiedere ai cittadini di tenere comportamenti virtuosi se non siamo noi i primi a farlo. Alla fine di questa avventura vorrei lasciare a mio figlio, ai ragazzi e alle ragazze un posto migliore di quello che ho trovato.