L'Espresso

Abbiamo appena cominciato

07 Agosto 2014

Ministro Madia, Renzi dice che il suo governo «ha la partecipazione nel DNA». Allora perché limitarsi a consultare i cittadini tramite un indirizzo mail?
E’ stata la prima cosa che c’è venuta in mente di fare col poco tempo che avevamo a disposizione. Però non escludo che in futuro ci possano essere anche delle forme più avanzate di consultazione.

Novità in arrivo?
Ancora no, ma il nuovo direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale, insieme al suo gruppo, dovrà averlo tra i suoi obiettivi. Non penso che dobbiamo arrivare alla democrazia diretta, ma la politica si deve assolutamente interrogare su nuove forme di decisione.

Come sono state vagliate le 40mila mail arrivate per la sua riforma?
Ci siamo avvalsi della collaborazione del dipartimento di Statistica della Sapienza, che ha usato il metodo dell’analisi semantica per suddividere le mail in gruppi tematici. A ciascuno si è poi dedicato il dipartimento della Funzione pubblica competente, che le ha lette e ha selezionato le più interessanti.

Il problema è che ci dobbiamo fidare di tutto questo processo, perché non lo vediamo: ne vediamo solo il risultato.
Capisco quello che dice. Ma forme di partecipazione come questa servono al governo per avere più elementi per prendere una decisione migliore.

Ma cosa garantisce ai partecipanti che le loro istanze saranno poi utilizzate?
E’ a vantaggio del governo utilizzarle. Io stessa ho cambiato idea su alcune cose. Sull’esonero dal servizio mi è arrivata una valanga di mail negative e così la misura non è entrata nel provvedimento. Ma è solo un esempio: alcune proposte sono state migliorate, altre tarate in modo diverso.

Come giudica la qualità dei contributi arrivati?
Mi aspettavo molto più spam. Invece, e mi ha colpito, in qusi tutte le mail c’era una voglia vera di partecipazione. Alcune addirittura davano un giudizio articolato su titti e 44 i punti in discussione.

Come mai le modifiche agli attuali istituti di democrazia diretta sono state fatte senza consultare i cittadini, che ne sono i destinatari?
Non lo so, ma non escludo che dicendolo al ministro Boschi si possa fare. Perché no?