Madia: con il Pin unico parte una nuova grande infrastruttura immateriale

08 Marzo 2016

«Oggi parte una nuova grande infrastruttura immateriale dell’Italia, un percorso che implica grandi cambiamenti perché ogni cittadino potrà richiedere un’identità digitale con oltre 300 servizi online delle pubbliche amministrazioni. Il nostro obiettivo è Italia login: un pin unico che dovrà diventare per tutti quello che è adesso il codice fiscale e che consentirà di lasciarci alle spalle la doppia F, ovvero file e faldoni. Spid ci consente infatti di usare l’innovazione legandola non alla parola obblighi bensì alla parola diritti».

E’ quanto ha affermato il ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Marianna Madia nel corso della conferenza stampa che si è tenuta stamattina a palazzo Vidoni di presentazione di Spid, il sistema di identità digitale attraverso cui accedere ed utilizzare i servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni. L’incontro - al quale hanno partecipato, tra gli altri, il direttore generale di AgID Antonio Samaritani, i responsabili  delle amministrazioni centrali e locali che per prime consentiranno l’accesso ai propri servizi tramite Spid e i primi gestori di identità digitale accreditati - ha permesso di fare il punto su un progetto in fase di sperimentazione, che entro i prossimi due anni consentirà a tutti i cittadini di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione.

«Al cittadino ciò che  interessa è la semplicità delle risposte della Repubblica nel suo insieme – ha proseguito il ministro ­­– Per questo presentiamo una strategia complessiva, che definirei la maturità della Repubblica. In questi anni infatti il male della pubblica amministrazione è stato dovuto al fatto che amministrazioni centrali, regioni e enti locali si sono comportati come isole e non come parti di un solo corpo. In realtà a un cittadino non importa molto se una risposta non arriva per colpa del comune, della Regione o dello Stato. Il fatto che siamo qui tutti insieme a presentare Spid dimostra che siamo tutti parte di un’unica amministrazione della Repubblica».

«Quello che parte oggi – ha concluso il ministro - è un percorso che come tale richiederà aggiustamenti e miglioramenti per far crescere la domanda di digitale tra gli italiani e per aumentare l’offerta di servizi, agganciando anche i servizi non solo della pubblica amministrazione ma anche del settore privato. Un percorso che faremo insieme ma per il quale un bilancio sarà fatta due anni dopo Venaria come promesso lo scorso dicembre».