DPCM 18 aprile 2016 recante criteri di determinazione degli oneri per i rinnovi contrattuali

31 maggio 2016

DPCM recante criteri di determinazione degli oneri per i rinnovi contrattuali.
Registrato dalla Corte dei Conti in data 25 maggio 2016 Reg.ne – Prev. n. 1410

Versione testuale del documento

SU PROPOSTA DEL MINISTRO PER LA SEMPLIFICAZIONE E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

VISTO l’articolo 48, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in base al quale “Il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, quantifica, in coerenza con i parametri previsti dagli strumenti di programmazione e di bilancio di cui all'articolo 1-bis della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modificazioni e integrazioni, l'onere derivante dalla contrattazione collettiva nazionale a carico del bilancio dello Stato con apposita norma da inserire nella legge finanziaria ai sensi dell'articolo 11 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni ed integrazioni. Allo stesso modo sono determinati gli eventuali oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato per la contrattazione integrativa delle amministrazioni dello Stato di cui all'articolo 40, comma 3-bis”;

VISTO l’articolo 48, comma 2, del citato decreto legislativo, in base al quale “Per le amministrazioni di cui all'articolo 41, comma 2, nonché per le università italiane, gli enti pubblici non economici e gli enti e le istituzioni di ricerca, ivi compresi gli enti e le amministrazioni di cui all'articolo 70, comma 4, gli oneri derivanti dalla contrattazione collettiva nazionale sono determinati a carico dei rispettivi bilanci nel rispetto dell'articolo 40, comma 3-quinquies. Le risorse per gli incrementi retributivi per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali delle amministrazioni regionali, locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale sono definite dal Governo, nel rispetto dei vincoli di bilancio, del patto di stabilità e di analoghi strumenti di contenimento della spesa, previa consultazione con le rispettive rappresentanze istituzionali del sistema delle autonomie”;

VISTO l’articolo 1, comma 466, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, che, in applicazione del citato articolo 48, comma 1, ha determinato in complessivi 300 milioni di euro a decorrere dal 2016 gli oneri per la contrattazione collettiva nazionale a carico del bilancio dello Stato, individuando il periodo 2016-2018 quale triennio di riferimento;

VISTO l’articolo 1, comma 469, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, il quale stabilisce che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della predetta legge sono fissati, in coerenza con quanto previsto dal comma 466, i criteri di determinazione degli oneri della contrattazione collettiva nazionale per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dall’amministrazione statale e dei miglioramenti economici al personale di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, da porre a carico dei rispettivi bilanci, ai sensi del citato articolo 48, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;

CONSIDERATO che l’indennità di vacanza contrattuale di riferimento, anche per il triennio 2016-2018, è quella in godimento a decorrere dall’anno 2010, ai sensi dell’articolo 9, comma 17, ultimo periodo, del decreto legge 31 maggio 2010, n.78, convertito, con modificazioni, nella legge 30 luglio 2010, n.122 e dell’articolo 1, comma 452, della legge 27 dicembre 2013, n.147, come modificato dall’articolo 1, comma 255, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;

CONSIDERATO che il finanziamento della citata indennità di vacanza contrattuale è stato disposto, a decorrere dall’anno 2010, dall’articolo 2, commi 14, 15 e 16, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni e che, pertanto, gli oneri per la corresponsione di tale beneficio sono già considerati nello scenario tendenziale dei saldi di finanza pubblica a legislazione vigente, come meglio specificato nel capitolo II.3 del Documento di Economia e Finanza 2015;

DECRETA

Art. 1

l. Gli oneri per la contrattazione collettiva nazionale per il triennio 2016-2018 del personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dall’amministrazione statale, da porre a carico dei rispettivi bilanci, sono determinati, a decorrere dal 2016, per l’intero triennio 2016-2018, da ciascuna delle amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici interessati, nella misura dello 0,4 per cento del “monte salari” utile ai fini contrattuali e costituito dalle voci retributive a titolo di trattamento economico principale e accessorio rilevate dai più recenti dati inviati in sede di conto annuale ai sensi dell’articolo 60, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, al netto della spesa per l’indennità di vacanza contrattuale nei valori vigenti a decorrere dall’anno 2010. Gli importi come sopra quantificati maggiorati degli oneri contributivi ai fini previdenziali e dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), si aggiungono, a decorrere dall’anno 2016, a quelli già determinati per il pagamento della predetta indennità di vacanza contrattuale.

2. Per il personale di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, resta fermo quanto previsto dall’articolo 24, commi 1 e 2, della legge 23 dicembre 1998, n. 448.

Il presente decreto sarà trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione e pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 18 aprile 2016

IL MINISTRO

PER LA SEMPLIFICAZIONE E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

F.to IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

F.to IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

RELAZIONE TECNICA

Il presente decreto è emanato ai sensi dell’articolo 1, comma 469, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, al fine di determinare i criteri per la quantificazione degli oneri della contrattazione collettiva nazionale per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dall’amministrazione statale e dei miglioramenti economici al personale di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, da porre a carico dei rispettivi bilanci ai sensi dell’articolo 48, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

Tali criteri vanno individuati, ai sensi dello stesso comma 469, in coerenza con quanto stabilito, per il personale delle amministrazione dello Stato, dall’articolo 1, comma 466, della suddetta legge n. 208/2015, che ha previsto, per il triennio 2016-2018, un onere a carico del bilancio statale pari a 300 milioni di euro (lordo amministrazione) a decorrere dall’anno 2016, a fronte di un “monte salari” al netto dell’indennità di vacanza contrattuale nelle misure vigenti a decorrere dal 2010 (importo a regime dal 1° luglio 2010), di circa 75 miliardi di euro complessivi (lordo amministrazione), per tutto il personale delle amministrazioni interessate.

                 Conseguentemente, l’articolo 1, comma 1, prevede che gli oneri per la contrattazione collettiva nazionale per il triennio 2016-2018 del personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dall’amministrazione statale sono determinati, a decorrere dal 2016, per l’intero triennio 2016-2018, da ciascuna delle amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici interessati nella misura dello 0,4 per cento dell’importo risultante dalla differenza tra  “monte salari” utile ai fini contrattuali - costituito dalle voci retributive a titolo di trattamento economico principale e accessorio rilevate dai più recenti dati inviati al Ministero dell’Economia e delle Finanze in sede di conto annuale, ai sensi dell’articolo 60, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 - e la spesa sostenuta per il pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale nelle misure vigenti a decorrere dal 2010, maggiorato degli oneri riflessi a carico dell’amministrazione e dell’Irap calcolati su detta differenza. Lo scorporo dell’indennità di vacanza contrattuale si rende necessario nella considerazione che tale indennità, ai sensi della legislazione vigente, è da considerarsi quale beneficio contrattuale riferito al periodo 2016-2018 e, pertanto, non può essere presa a riferimento per la determinazione degli ulteriori miglioramenti economici concernenti tale triennio previsti dal citato art. 1, comma 469, della legge n. 208/2015.

                 Il finanziamento della citata indennità di vacanza contrattuale, tuttavia, è stato disposto, a decorrere dall’anno 2010, dall’articolo 2, commi 14, 15 e 16, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni. Poiché, gli oneri per la corresponsione di tale beneficio sono già considerati nello scenario tendenziale dei saldi di finanza pubblica a legislazione vigente, come meglio specificato nel capitolo II.3 del Documento di Economia e Finanza 2015, si aggiungono a quelli previsti per il rinnovo dei contratti.

                 L’articolo 1, comma 2, per personale di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, mantiene fermo quanto previsto dall’articolo 24, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448.

 

 

 

Data di pubblicazione: 31 maggio 2016