Raccomandazione del Consiglio sulla Parità di Genere nella Vita Pubblica – 2015 (ITA)

23 luglio 2019

2015 Raccomandazione OCSE

del Consiglio sulla Parità di Genere nella Vita Pubblica

 

TRADUZIONE NON UFFICIALE

 

RACCOMANDAZIONE OCSE DEL CONSIGLIO SULLA PARITÀ DI GENERE NELLA VITA PUBBLICA 2015

 

 

IL CONSIGLIO,

 

VISTO l’Articolo 5 b) della Convenzione sull’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) del 14 dicembre 1960;

 

VISTA la Raccomandazione del Consiglio sulla parità di genere nell’occupazione, istruzione e imprenditoria [C/MIN(2013)5/FINAL] su cui la presente Raccomandazione si fonda e che intende integrare (Sezioni I/C, I e J della sopramenzionata Raccomandazione);

 

VISTO il rapporto dell’Iniziativa OCSE sul genere “Parità di genere nell’istruzione, occupazione ed imprenditoria: rapporto finale presentato all’incontro ministeriale OCSE del 2012” [C/MIN(2012)5] e il rapporto 2014 del Comitato per la Governance Pubblica “Donne, governo e policy-making nei paesi OCSE: promuovere la diversità per la crescita inclusiva” (OCSE, 2014);

 

RICONOSCENDO il valido contributo già fornito da diversi strumenti internazionali sui vari aspetti della parità di genere, in particolare i principi contenuti nella Convenzione ONU sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) del 1979; la Dichiarazione di Pechino e la Piattaforma d’azione della quarta conferenza mondiale ONU sulle donne del 1995; gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio ONU (MDGs); e gli “Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ONU (SDGs);

 

RICONOSCENDO che la promozione della diversità di genere nel processo decisionale pubblico è fondamentale per conseguire una crescita inclusiva a tutti i livelli di governo e prevedere azioni presenti e future necessarie per accrescere la fiducia e il benessere dei cittadini;

 

RICONOSCENDO che il conseguimento di un equilibrio di genere nella leadership pubblica richiede un profondo cambiamento culturale a livello sociale ed organizzativo;

 

RICONOSCENDO che l’approccio governativo d’insieme, supportato da istituzioni efficaci e da una solida accountability, siano necessari affinché gli interventi a sostegno della parità di genere siano sostenibili e che il conseguimento della parità di genere richieda l’impegno a livello di leadership, risorse, strumenti e ordinamenti istituzionali efficaci, nonché l’integrazione della questione di genere agli opportuni livelli di governo;

 

RICONOSCENDO che le strategie di genere dovrebbero essere definite agli opportuni livelli di governo e nelle relative aree di politica e governance, creando dunque un contesto di responsabilità condivisa tra tutte le pubbliche istituzioni;

 

PRENDENDO ATTO che, all’incontro Ministeriale sulla Governance Pubblica dedicato al tema “Governance pubblica per una crescita inclusiva: verso una nuova visione per il settore pubblico” del 28 ottobre 2015, i Ministri hanno convenuto di impegnarsi per una maggiore parità di genere nella vita pubblica e di promuovere lo sviluppo dell’integrazione di genere nelle relative aree di governance pubblica, anche attraverso analisi di politiche pubbliche basate sul genere e la valida bozza di Raccomandazione del Consiglio sulla parità di genere nella vita pubblica [Sintesi del Presidente, si veda GOV/PGC/MIN(2015)5/FINAL].

 

Su proposta del Comitato per la Governance Pubblica e in collaborazione con il Comitato per l'Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali:

 

I. RACCOMANDA che i Membri e i non-Membri i quali abbiano aderito alla Raccomandazione (di seguito gli "Aderenti") tengano conto degli aspetti legati alla parità di genere nella progettazione, nello sviluppo, nell’attuazione e nella valutazione del bilancio e delle politiche pubbliche. A tal fine, gli Aderenti dovrebbero:

 

  1. Assicurare la leadership e impegnarsi al massimo livello politico - nonché agli opportuni livelli di governo - per assicurare lo sviluppo e l'attuazione di una strategia governativa d’insieme per l'effettiva parità di genere, che consentirebbe di:
  1. definire orientamenti, piani d'azione, priorità, scadenze, obiettivi, risultati attesi e/o traguardi, nonché un'efficace pianificazione delle politiche tra le istituzioni pubbliche per promuovere la parità di genere. Queste misure dovrebbero essere accompagnate da campagne di informazione e sensibilizzazione, strategie mediatiche e revisioni periodiche;
  2. coinvolgere i portatori di interesse sia governativi che non governativi affinché sia garantita una copertura inclusiva e globale delle questioni relative alla parità di genere;
  3. adottare un duplice approccio per ridurre i divari di parità attraverso l’integrazione delle tematiche di genere e azioni specifiche mirate a promuovere l'uguaglianza.

     
      2. Definire un quadro istituzionale per garantire l'effettiva attuazione, il coordinamento e la sostenibilità della strategia per la parità di genere, attraverso:

  1. La chiara definizione di ruoli, responsabilità, mandati e linee di accountability dei principali organi governativi e di controllo nell'attuazione delle iniziative in materia di parità di genere;
  2. Il rafforzamento delle capacità e delle risorse delle istituzioni per la parità di genere al fine di facilitare una risposta coerente agli opportuni livelli di governo e sviluppare, attuare e monitorare programmi e politiche sensibili al tema del genere nella pubblica amministrazione, sulla base di statistiche e indicatori disaggregati per genere. È possibile rafforzare l'efficacia delle istituzioni per la parità di genere anche ponendole al massimo livello all’interno del governo (si vedano anche le raccomandazioni II.2 e III.2);
  3. Le risorse e la capacità delle istituzioni pubbliche di integrare la prospettiva di genere nella loro azione, ad esempio identificando punti focali per la parità di genere tra le istituzioni governative; investendo risorse nella formazione e promuovendo approcci collaborativi con i centri di ricerca per produrre conoscenze, leadership e comunicazione sensibili alla tematica di genere; garantendo la raccolta di statistiche sul genere, anche in forma disaggregata, nelle rispettive aree di responsabilità e fornendo linee guida, strumenti, comunicazione e aspettative chiare alle istituzioni pubbliche in questo settore (si vedano anche le raccomandazioni II.2 e III.2); e
  4. Il rafforzamento dei meccanismi di coordinamento verticale e orizzontale che assicurano la coerenza delle politiche tra le istituzioni governative e i livelli di governo e che coinvolgono i portatori di interesse non governativi al fine di garantire azioni sinergiche e un'efficace attuazione delle iniziative sulla parità di genere.

 
  3. Integrare, ove opportuno, considerazioni e valutazioni empiriche di impatto sul genere nelle varie dimensioni della governance pubblica (ad esempio, appalti pubblici, consultazione pubblica e gestione dei servizi)  durante le prime fasi del ciclo politico (ad esempio, allineando le valutazioni ex ante degli impatti di genere con i più ampi processi di sviluppo delle politiche a livello governativo, come l’analisi d’impatto della regolamentazione).

    4. Considerare, ove opportuno, l'integrazione della prospettiva di genere in tutte le fasi del ciclo di bilancio in modo da massimizzare la trasparenza riguardo alle decisioni sull'allocazione delle risorse relative alle questioni di genere.

II. RACCOMANDA che gli Aderenti rafforzino i meccanismi di accountability e controllo della parità di genere e le iniziative di integrazione in le istituzioni governative. Di conseguenza, gli Aderenti dovrebbero:

  1. Prendere in considerazione la possibilità di istituire o rafforzare la capacità di istituzioni indipendenti (quali commissioni indipendenti, organi superiori di controllo, uffici dei difensori civici) e organismi consultivi (ad esempio consigli governativi) con l’obiettivo di monitorare l'attuazione delle strategie in materia di parità di genere, integrare le questioni di genere nell'elaborazione delle politiche e facilitare rapporti, controlli e misurazioni a intervalli regolari. Per garantire l’efficacia di tale attività di controllo, essa dovrebbe svolta in modo equilibrato, evitando approcci prescrittivi, per favorire il miglioramento continuo e consentire, allo stesso tempo, il monitoraggio del progresso realizzato in materia di parità di genere.
     
  2. Rafforzare le conoscenze di base e misurare sistematicamente i progressi realizzati in materia di parità di genere sulla base di indicatori di impatto di genere e risultati misurabili, attraverso:
  1. lo sviluppo e l'attuazione di quadri e indicatori di valutazione, misurazione e accountability e la raccolta di dati per valutare e riferire regolarmente sui progressi realizzati in materia di parità di genere e sulle strategie, iniziative, politiche pubbliche e programmi agli opportuni livelli di governo. Prendere in considerazione il miglioramento della capacità delle istituzioni pubbliche sulla base di tali valutazioni;
  2. la promozione attiva della diffusione dei dati e l’accesso efficace, economico e tempestivo alle informazioni sui progressi realizzati in materia di parità di genere e di integrazione della prospettiva di genere, che consentano di misurare i risultati rispetto agli obiettivi, monitorare i progressi in termini di sviluppo socio-economico e confrontarli con parametri di riferimento internazionali e di altro genere; e
  3. un maggiore coordinamento tra gli organismi di raccolta e produzione dei dati e la collaborazione con le parti interessate al fine di sviluppare migliori indicatori di impatto sul genere.

 

     3. Incoraggiare un ruolo più incisivo dei parlamenti e delle commissioni parlamentari per sostenere il progresso in materia di parità di genere, ad esempio integrando le prospettive di genere nelle pratiche parlamentari, nella legislazione e nei bilanci, promuovendo iniziative legislative incentrate sulla parità di genere e monitorando l'attuazione di strategie e iniziative in materia di parità di genere.

     4. Istituire o sostenere meccanismi di reclamo e ricorso efficaci, indipendenti, imparziali ed efficienti per tutelare il diritto alla parità di genere nonché gestire i reclami in modo efficiente, competente e imparziale.

 

III. RACCOMANDA che gli Aderenti prendano in considerazione misure finalizzate al raggiungimento di un’equilibrata rappresentanza di genere nelle posizioni decisionali pubbliche, incoraggiando una maggiore partecipazione delle donne a tutti i livelli di governo, nei parlamenti, nelle magistrature e in altre istituzioni pubbliche. A tal fine, gli Aderenti dovrebbero:

  1. Garantire, ove opportuno, un impegno politico ai massimi livelli per promuovere la parità di genere nella vita pubblica, sviluppando un quadro organico per incoraggiare una rappresentanza equilibrata di donne e uomini nelle posizioni decisionali pubbliche, attraverso:
  1. misure generali di carattere normativo o volontario (transitorie o correttive) per promuovere la diversità di genere negli organi parlamentari ed esecutivi, incluse le commissioni parlamentari e le posizioni di vertice. Ad esempio, sulla base di buone pratiche e se ritenuto opportuno, tali misure possono includere obblighi di pubblicità, quote, obiettivi volontari, leggi sulla parità, la presenza alterna di entrambi i sessi nelle liste dei partiti e l’accesso ai finanziamenti pubblici subordinato alla percentuale uomo-donna all’interno dei partiti politici. La possibilità di prevedere sanzioni in caso di non conformità può essere un fattore importante per garantire l'efficacia di tali misure;
  2. l’introduzione, ove opportuno, di misure per consentire pari opportunità di accesso alla dirigenza pubblica e agli incarichi giudiziari, come, ad esempio, obblighi di pubblicità, definizione di obiettivi o quote, garantendo, al contempo, un approccio trasparente e meritocratico nelle nomine dirigenziali del settore pubblico e negli incarichi giudiziari attraverso concorsi pubblici, procedure di reclutamento chiare e ampia pubblicità delle posizioni disponibili;
  3. la conciliazione vita privata-lavoro e le pratiche di lavoro in linea con le esigenze familiari nelle posizioni apicali delle istituzioni pubbliche, nonché la promozione di condizioni di lavoro sensibili al genere, ad esempio rivedendo le procedure interne delle istituzioni pubbliche, riconsiderando il tradizionale orario di lavoro, sviluppando programmi di sostegno alla conciliazione vita-lavoro, fornendo incentivi agli uomini per usufruire di congedi per motivi familiari e altri istituti di flessibilità; e
  4. l’offerta di opportunità di sviluppo di capacità e leadership, tutoraggio e collaborazione, unitamente ad altri programmi di formazione nelle istituzioni pubbliche, promuovendo modelli femminili di ruolo nella vita pubblica e incoraggiando l'impegno attivo degli uomini nella promozione della parità di genere.

 

     2. Monitorare sistematicamente l'equilibrio di genere nelle istituzioni pubbliche, anche nelle posizioni di vertice e nei diversi gruppi occupazionali, attraverso una regolare raccolta di dati – ad es. sondaggi tra i dipendenti - e valutare che questo sia allineato con gli obiettivi e le priorità generali di parità di genere, tenendo conto dei risultati delle valutazioni (si veda anche la raccomandazione II.2).

    3. Prendere in considerazione misure per affrontare le cause profonde che ostacolano l'accesso delle donne alle posizioni decisionali e migliorare l'immagine delle donne nella società promuovendo campagne di informazione e programmi di sensibilizzazione sugli stereotipi di genere, sui pregiudizi consci e inconsci, nonché sui benefici socio-economici della parità di genere, affrontando al contempo discriminazioni doppie o multiple.

IV. RACCOMANDA che gli Aderenti adottino misure adeguate per migliorare la parità di genere nel pubblico impiego. A tal fine, gli Aderenti dovrebbero:

  1. Promuovere la flessibilità, la trasparenza e l'equità dei sistemi e delle politiche di pubblico impiego al fine di garantire una retribuzione equa e pari opportunità per donne e uomini con esperienze professionali e formative diverse.
     
  2. Sviluppare, ove opportuno, misure generali e specifiche per affrontare il divario retributivo di genere nel settore pubblico e la segregazione occupazionale orizzontale, attraverso:
  1. L’adozione di leggi e regolamenti in materia di equità e parità retributiva, strumenti e valutazioni salariali da utilizzare regolarmente nelle istituzioni pubbliche, compresa l'identificazione delle categorie professionali a prevalenza femminile o maschile nel settore pubblico, nonché la valutazione del divario retributivo di genere e la necessità di adeguamenti;
  2. la regolare conduzione di analisi oggettive soprattutto nei settori a basso reddito e/o a prevalenza femminile per garantire equità e parità retributiva, nonché l’attuazione di raccomandazioni politiche basate sui loro risultati;
  3. la predisposizione, ove opportuno, di canali di ricorso efficaci per contestare il divario salariale di genere nel settore pubblico, ad esempio prendendo in considerazione meccanismi indipendenti di reclamo e ricorso giuridico in caso di non conformità.

 

      3. Promuovere il reclutamento meritocratico; prendere in considerazione politiche e pratiche positive per garantire una rappresentanza equilibrata di uomini e donne in tutti i gruppi occupazionali all’interno del pubblico impiego e sviluppare misure concrete per garantire l'effettiva rimozione degli ostacoli impliciti all'interno dei processi di assunzione e reclutamento del personale, ove opportuno e necessario.

      4. Stabilire ruoli e responsabilità istituzionali chiari per la promozione dell'equilibrio di genere all’interno del settore pubblico, inclusi meccanismi indipendenti di ricorso e appello che dovrebbero essere adeguatamente finanziati, dotati di risorse e collegati a gruppi esecutivi per assicurarne l'efficacia.

      5. Sensibilizzare sul tema di genere i dirigenti del settore pubblico e migliorare la gestione e l’accountability esecutiva per garantire l'equilibrio di genere a tutti i livelli e in tutti i gruppi occupazionali, nonché affrontare le questioni di parità di genere nei luoghi di lavoro, anche attraverso quadri di gestione della performance.

V. RACCOMANDA che gli Aderenti rafforzino la cooperazione internazionale attraverso la costante condivisione di conoscenze, esperienze e le buone pratiche sulla parità di genere e l’integrazione della prospettiva di genere nelle istituzioni pubbliche.

VI.INVITA il Segretario Generale a diffondere la presente Raccomandazione.

VII.INVITA gli Aderenti a diffondere la presente Raccomandazione a tutti i livelli di governo.

VIII.INVITA i non-Aderenti a prendere in considerazione la presente Raccomandazione e ad aderirvi.

IX. INCARICA il Comitato per la Governance Pubblica di monitorare, in collaborazione con il Comitato per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali, l’attuazione della presente Raccomandazione, anche attraverso lo sviluppo e l’uso di indicatori di riferimento e rapporti Paese, e di riferire, d’ora in avanti e con regolarità, al Consiglio circa il suo stato di attuazione contestualmente al rapporto sullo stato di attuazione della Raccomandazione del Consiglio sulla parità di genere nell’occupazione, istruzione ed imprenditoria [C/MIN(2013)5/FINAL].