Limiti massimi di permanenza in servizio della dirigenza medica e del ruolo sanitario del S.S.N. alla luce del d.l. n. 101 del 2013 convertito in l. n. 125 del 2013

Parere del 20 novembre 2013

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SERVIZIO STUDI E CONSULENZA TRATTAMENTO PERSONALE

 

A.S.U.R. Marche

U.O.C. Gestione risorse umane

 

 

 

OGGETTO: limiti massimi di permanenza in servizio della
dirigenza medica e del ruolo sanitario del S.S.N.

 

 

Si fa riferimento alla nota di posta certificata del 23/09/2013,
protocollo n. 19465/23/09/2013, alla quale è seguita una
e-mail del 4/05/2013 con quesito analogo. La prima
richiesta di parere riguarda i limiti massimi di permanenza in
servizio per i dirigenti medici del S.S.N.. In particolare, codesta
Azienda chiede se un dipendente dirigente medico che ha compiuto 64
anni di età nel 2013 e che ha maturato più di 43 anni di
contribuzione, includendo il riscatto del periodo di laurea, possa
proseguire il rapporto di lavoro fino al compimento del
quarantesimo anno di servizio effettivo, nonostante abbia maturato
un diritto a pensione entro il 31/12/2011, e quindi sia soggetto
alla normativa previgente l'entrata in vigore dell'art. 24 del d.l.
n. 201 del 2011, convertito in l. n. 2014 del 2011. Nella
successiva e-mail si chiede altresì se, alla luce
dell'art. 2, commi 4 e 5 , del d.l. n. 101 del 2013, convertito in
l. n. 125 del 2013, che ribadisce la validità del limite
ordinamentale di età per i pubblici dipendenti, sia ancora
pienamente applicabile l'art. 22, comma 1, della l. n. 183 del 2010
che consente ai dirigenti medici del S.S.N. di proseguire il
servizio fino al quarantesimo anno di servizio effettivo.

 

Per quanto riguarda in particolare il personale della dirigenza
medica e sanitaria, come noto, il regime speciale vigente è
contenuto nell'art. 15 nonies del d.lgs. n. 502 del 1992,
modificato dall'art. 22 della legge n. 183 del 2010 (collegato
lavoro). La citata norma, al comma 1, prevede che "1. Il limite
massimo di età per il collocamento a riposo dei dirigenti medici e
del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale, ivi compresi
i responsabili di struttura complessa, è stabilito al compimento
del sessantacinquesimo anno di età, ovvero, su istanza
dell'interessato, al maturare del quarantesimo anno di servizio
effettivo.
In ogni caso il limite massimo di permanenza non
può superare il settantesimo anno di età e la permanenza in
servizio non può dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti.
È abrogata la legge 19 febbraio 1991, n. 50, fatto salvo il diritto
a rimanere in servizio per coloro i quali hanno già ottenuto il
beneficio
.".

 

Con riferimento al primo quesito, si rappresenta che, come
esplicitato dalla norma, il dipendente dirigente medico e sanitario
ha la possibilità, previa istanza, di permanere oltre i 65 anni di
età fino al quarantesimo anno di servizio effettivo, sempre che non
superi i 70 anni d'età e nel rispetto della condizione di
invarianza numerica posta dalla disposizione. Ciò posto, quindi,
tale regime speciale continua ad applicarsi anche a seguito delle
nuove norme in materia pensionistica introdotte dall'art. 24 del
d.l. n. 201 del 2011, nulla innovando rispetto al diritto
potestativo del dipendente dirigente medico o sanitario, che ne
faccia richiesta, di proseguire il servizio secondo quanto sopra.
Per completezza si rammenta che nel concetto di servizio effettivo
non possono essere ricompresi i periodi da riscatto.

 

 

Riguardo al secondo quesito, anche a seguito dell'entrata in
vigore dell'art. 24 del d.l. n. 201 del 2011, rimangono vigenti i
limiti massimi di permanenza in servizio previsti in ciascun
ordinamento. Tale disposizione è stata confermata altresì
dall'interpretazione autentica contenuta nell'art. 2, comma 5, del
d.l. n. 101 del 2013. Avendo, pertanto, i dirigenti medici e del
ruolo sanitario del S.S.N. un regime speciale che oltre al limite
ordinamentale di età prevede la possibilità, su istanza, di
permanere fino ad un limite di servizio, come prescritto dal citato
art. 22 della l. n. 183 del 2010, l'amministrazione nel caso in cui
il suddetto dipendente ne faccia domanda è tenuta ad accoglierla
con il solo vincolo dell'invarianza numerica del numero dei
dirigenti.

 

 

 

IL CAPO DIPARTIMENTO

Antonio Naddeo