Art. 2, comma 4, d.l. n. 101 del 2013 e applicazione del limite ordinamentale di età per la permanenza in servizio

Parere del 31 gennaio 2014

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SERVIZIO STUDI E CONSULENZA TRATTAMENTO PERSONALE

 

Comune di Fiumicino

Segreteria del Sindaco

 

Oggetto: art. 24, d.l. n. 201 del 2011, convertito in l.
n. 214 del 2011. Limiti massimi per la permanenza in
servizio.

Si fa riferimento alla nota di del 21/01/2014  protocollo
n. 4869, con la quale codesto Comune chiede allo scrivente
Dipartimento l'interpretazione della disposizione contenuta
nell'art. 2, comma 4, del d.l. n. 101 del 2013, convertito in l. n.
125 del 2013, che prevede: "L'art. 24, comma 3, primo periodo,
del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito in legge 22
dicembre 2011, n. 214, si interpreta nel senso che il conseguimento
da parte di un lavoratore dipendente delle pubbliche
amministrazioni di un qualsiasi diritto a pensione entro il 31
dicembre 2011 comporta obbligatoriamente l'applicazione del regime
di accesso e delle decorrenze previgente rispetto all'entrata in
vigore del predetto articolo 24
.".

 

La disposizione chiarisce che qualora il dipendente pubblico
abbia conseguito un qualsiasi diritto a pensione entro il
31/12/2011, è obbligatoriamente soggetto al regime dei requisiti e
delle decorrenze previgente rispetto all'introduzione della riforma
di cui al citato art. 24. In sostanza,  secondo la norma il
dipendente con un diritto a pensione maturato entro il 31/12/2011
non può esercitare un'opzione per il nuovo regime, ma soggiace
comunque [obbligatoriamente] al regime previgente.

 

Ciò posto, il dipendente che ha maturato un diritto a pensione
entro il 31/12/2011, raggiungendo, ad esempio, la quota 96 oppure,
per le donne, i requisiti previgenti per la pensione di vecchiaia
(61 anni di età e almeno 20 anni di contributi), ma che non ha
ancora raggiunto l'età limite ordinamentale  per la permanenza
in servizio di cui all'art. 4, del d.P.R. n. 1092 del 1973, ossia
sessantacinque anni, è titolare di un diritto che può o meno
decidere di esercitare. L'amministrazione, in questo caso, deve
accogliere l'istanza del dipendente che faccia richiesta di essere
collocato a riposo in virtù del diritto conseguito prima dei 65
anni di età. Qualora il dipendente soggetto al regime previgente
non eserciti tale diritto, l'amministrazione è obbligata a
collocarlo a riposo al compimento dei 65 anni di età, salvo la
concessione del trattenimento in servizio per un biennio di cui
all'art. 16 del d.lgs. n. 503 del 1992, in presenza di tutti i
presupposti di legge.

 

Si segnala, per completezza, che per i dipendenti che hanno
maturato i requisiti nell'anno 2011, essendo soggetti al regime
vigente prima dell'entrata in vigore dell'art. 24, del citato d.l.
n. 201 del 2011, resta in vigore anche il regime delle decorrenze
di cui all'art. 12, del d.l. n. 78 del 2010.

 

 

IL CAPO DIPARTIMENTO

Antonio Naddeo