Censimento 2016 delle auto di servizio delle PA

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1. Il censimento

Il Dipartimento della funzione pubblica, in collaborazione con Formez PA, ha realizzato per l’anno 2016 il Censimento delle auto di servizio delle pubbliche amministrazioni, in attuazione delle disposizioni del D.P.C.M. 25 settembre 2014. L’attuale pubblicazione relativa all’annualità 2016 contiene un aggiornamento dei dati pervenuti dalle amministrazioni alla data del 28 febbraio 2017, termine ultimo per la comunicazione dei dati richiesti dal Dipartimento medesimo.

L’articolo 4 del D.P.C.M. 25 settembre 2014 prevede che “Al fine di realizzare un censimento permanente delle autovetture di servizio, le pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'ISTAT ai sensi dell’art. 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, incluse le autorità indipendenti, le regioni e gli enti locali, comunicano, ogni anno, in via telematica al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sulla base dell'apposito questionario, e pubblicano sui propri siti istituzionali, con le modalità di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, il numero e l'elenco delle autovetture di servizio a qualunque titolo utilizzate, distinte tra quelle di proprietà e quelle oggetto di contratto di locazione o di noleggio, con l'indicazione della cilindrata e dell’anno di immatricolazione”.

Dal censimento, quindi, sono escluse le autovetture adibite ad usi particolari, definiti dallo stesso D.P.C.M. che all’articolo 1 individua i servizi rispetto ai quali le disposizioni non trovano applicazione (autovetture utilizzate dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco o per i servizi istituzionali di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, per i servizi sociali e sanitari svolti per garantire i livelli essenziali di assistenza, ovvero per i servizi istituzionali svolti nell'area tecnico-operativa della difesa e per i servizi di vigilanza e intervento sulla rete stradale gestita da Anas S.p.a. e sulla rete delle strade provinciali e comunali, nonché per i servizi istituzionali delle rappresentanze diplomatiche e degli uffici consolari svolti all'estero).

Deve, inoltre, evidenziarsi che rimangono ferme le disposizioni vigenti concernenti l’uso delle autovetture di servizio e delle autovetture blindate per ragioni di sicurezza e di protezione personale.

L’art. 4 del D.P.C.M. stabilisce, inoltre, che nel caso di mancato adempimento dell’obbligo di comunicazione, si incorre nel divieto di effettuare spese complessive annuali per un ammontare superiore al 50 per cento del limite di spesa previsto per l'anno 2013 per l'acquisto, la manutenzione, il noleggio e l'esercizio di autovetture, nonché per l'acquisto di buoni taxi.

I dati riportati nelle tabelle che seguono evidenziano:

  • il numero complessivo di autovetture utilizzate da ciascuna amministrazione;
  • il titolo di possesso delle vetture stesse (comodato, leasing, noleggio con e senza conducente, proprietà);
  • le modalità di utilizzo, distinguendo tra autovetture con autista, sia ad uso esclusivo, sia non esclusivo, ed autovetture a disposizione di uffici e servizi senza autista.
     

2. Note sulla rilevazione

Dalle risultanze del Censimento si conferma la riduzione del numero delle autovetture di servizio in uso alle Amministrazioni centrali, in adempimento delle prescrizioni del D.P.C.M. 25 settembre 2014.

È bene precisare che il dato generale è stato allineato a quanto previsto nel DPCM e quindi, come precisato in premessa:

a) non sono state considerate le auto destinate a servizi rivolti ai cittadini ed in generale agli usi esplicitamente esclusi dall’art. 1 comma 2;

b) non sono stati inclusi i veicoli quali scuolabus, auto per assistenza socio-sanitaria, furgoni, autocarri, motoveicoli, ecc.), per quanto è stato possibile desumere dai dati forniti dalle amministrazioni nelle singole note.

Inoltre, va ricordato che sono escluse dalle riduzioni e dalla rilevazione le autovetture destinate agli spostamenti di persone sottoposte a misure di protezione e quelle impiegate per i compiti operativi dei Corpi di Polizia, compresa la Polizia penitenziaria.
 

2.1 Le amministrazioni coinvolte (n. risposte, nuove funzioni, ecc)

Un elemento positivo va registrato in riferimento al forte aumento del numero di amministrazioni rispondenti, a conferma della crescente attenzione da parte del Dipartimento della funzione pubblica e delle amministrazioni coinvolte; infatti si è ottenuta una rispondenza pari al 59,2% degli enti interessati dal censimento (enti in tabella Istat), con un incremento del 15,8% rispetto al 2015, pari a oltre 1.800 enti.

La conseguenza è che i dati numerici, sia per i singoli settori sia totali, risultano superiori a quelli del precedente censimento. Per poter operare un raffronto speculare tra i dati della rilevazione delle autovetture di servizio operata nel 2015 e quella attuale è stata effettuata una proiezione, per simulare il dato che si sarebbe ottenuto nel 2015 con il tasso di risposta da parte degli enti ottenuto nel 2016.

Ulteriore elemento da rilevare attiene al settore delle Province e Città metropolitane, in quanto la rispondenza di queste specifiche amministrazioni si è attestato su un tasso di risposta pari al 100%, mentre nel 2015 era pari al 75%.

Da notare che in quest’ultimo anno, a seguito delle riforme istituzionali, si è assistito ad una variazione di funzioni di alcune amministrazioni che hanno prodotto conseguentemente anche un conferimento di auto di servizio. In particolare, il passaggio di competenze dalle Amministrazioni provinciali alle Regioni è all’origine dell’incremento nel numero di auto dichiarate da queste ultime che hanno preso in carico anche la relativa dotazione di auto.

I diversi compiti degli enti e le relative competenze territoriali sono poi all’origine della diversità che può scaturire dal semplice confronto numerico tra categorie e singoli enti. A questo scopo sono forniti i dati di dettaglio per categoria e per singolo ente, con evidenza delle classificazioni per destinazione d’uso e per titolo di possesso delle autovetture.
 

2.2 I valori

Da un’analisi dei valori “normalizzati” grazie alle proiezioni, che sono riportate nelle tabelle di dettaglio e di sintesi, il confronto tra 2015 e 2016 evidenzia nel 2016 una diminuzione ulteriore di auto di circa il 3,3% sul totale complessivo, pari a 1.049 auto, convergendo quindi progressivamente verso le effettive necessità degli enti, così come previsto dalla normativa.

Si può prevedere per il prossimo anno un’ulteriore diminuzione, anche considerando le auto in dismissione o in rottamazione incluse nel censimento 2016 che, dall’analisi delle note, risultano al momento essere circa 150.

Dall’analisi complessiva dei dati, emerge in modo chiaro che il numero delle auto a disposizione di uffici e servizi senza autista dedicato, risulta preponderante rispetto al numero di auto con autista, ad uso esclusivo o non esclusivo. In particolare, l’89,4% delle auto censite sono dichiarate in uso senza autista, mentre il restante 10,6%, pari a 3.239 unità, sono dichiarate vetture con autista, in uso non esclusivo (6,7%) o esclusivo (3,9%).

La quasi totalità delle amministrazioni centrali ha un parco auto, in uso esclusivo o non esclusivo, con autista, pari o inferiore a 5 autovetture. Nel caso di Ministeri che hanno anche una articolazione territoriale (es. Tribunali per il Ministero della Giustizia, o Sovrintendenze per il MiBACT) il dato delle auto di servizio in uso sul territorio è stato incluso nella voce “Altri enti”. Caso particolare, in questo ambito, è rappresentato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che ha dichiarato un totale complessivo di autovetture a disposizione di uffici/servizi senza autista in quanto, in attuazione del decreto legislativo luogotenenziale del 7 novembre 1944, n. 436, tuttora in vigore, gestisce il Servizio Automobilistico delle Amministrazioni Centrali (fatta eccezione per i Ministeri dell’Interno, della Difesa e per la Presidenza del Consiglio dei Ministri) assegnando in uso esclusivo alle Alte Cariche dello Stato, individuate espressamente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, le autovetture necessarie allo svolgimento dei compiti istituzionali.